Jean-Marie Straub sarà premiato con il Pardo d’onore Manor, venerdì 11 agosto durante la 70esima edizione del Locarno Festival. Straub, regista riconosciuto a livello mondiale per il rigore delle sue scelte e per la forza delle sue proposte, è un autore faro per generazioni di spettatori e registi. Classe 1933, in oltre sessanta anni di carriera Jean-Marie Straub ha (ri)scritto il cinema. Nato in Francia, vissuto in Germania e in Italia e oggi residente in Svizzera, Straub ha percorso il cinema con la compagna d’arte e di vita Danièle Huillet (1936 – 2006), confrontandosi con tre delle lingue nazionali svizzere. Sbocciato cinematograficamente come assistente sui set di Jean Renoir e Robert Bresson, Straub, insieme a Huillet, ha tracciato un solco nel cinema del Novecento ponendo al centro il reale e gli strumenti espressivi attraverso cui mostrarlo e comunicarlo: un cinema radicale, di rigore, dove il superfluo lascia spazio all’essenziale. Spesso coinvolgendo attori non professionisti, tavolozze ideali per un rapporto diretto con il testo, l’opera di Straub e Huillet è anti-spettacolare e profondamente politica, senza però scivolare nel propagandistico.

Dopo l’esordio nel 1963 con il cortometraggio anti-militarista Machorka-Muff, nel 1967 il primo lungometraggio della coppia, Chronik der Anna Magdalena Bach, segna immediatamente quella che sarà la traccia della loro opera, in cui il cinema è letteralmente settima arte. Spesso “al servizio” di letteratura, teatro, musica e pittura, i film elaborano potenti riletture di capisaldi dell’arte quali Johann Sebastian Bach, Kafka, Mallarmé, Pavese, Brecht, Engels, Cézanne, D. W. Griffith e molti altri, ancorati a una rigida etica dello sguardo. Nel 1970 il film Les yeux ne veulent pas en tout temps se fermer, ou Peut-être qu'un jour Rome se permettra de choisir à son tour celebra una volta per tutte lo straniamento della recitazione nel loro cinema, in cui anche la finzione richiede e ottiene massima aderenza al reale, bandendo l’interpretazione e dunque il possibile equivoco. Da sempre molto legato al Festival, Straub ha regalato molti dei suoi film al pubblico di Locarno. Tra i titoli importanti nella sua carriera presentati al Locarno Festival ricordiamo il suo primo lungometraggio, Chronik der Anna Magdalena Bach, che è stato presentato nel 1968 nella programmazione principale; Antigone, mostrato nel 1992 in Piazza Grande e Kommunisten nel 2014 in Fuori Concorso.

Carlo Chatrian, Direttore artistico del Locarno Festival: “Poter premiare l’opera e la figura di Jean-Marie Straub nella 70esima edizione del Festival è un onore particolare. Non solo per lo stretto rapporto che Straub e Huillet hanno avuto con il Locarno Festival, ma soprattutto perché i loro film occupano un posto imprescindibile nella storia del cinema moderno e hanno tuttora un’influenza innegabile su diversi registi. Spesso è stato usato il termine ‘rigore’ per parlare della loro pratica; rivedendo i loro film si sente anche quanta libertà palpita in ogni inquadratura – cosa di cui il cinema “digitale” ha un assoluto bisogno. I film di Straub e Huillet hanno molto da dirci, forse per questo le recenti retrospettive a loro dedicate, nel 2016 al MoMA di New York, al Centre Georges Pompidou di Parigi e a Madrid al Museo Reina Sofia, sono state così bene accolte. La presenza di Jean-Marie Straub a Locarno mi rende particolarmente orgoglioso e sono convinto che il pubblico gli tributerà quell’accoglienza che i grandi registi come lui meritano”. Fra i vincitori del Pardo d’onore nelle scorse edizioni vi sono Samuel Fuller, Jean-Luc Godard, Ken Loach, Sydney Pollack, William Friedkin, Jia Zhangke, Alain Tanner, Werner Herzog, Agnès Varda, Michael Cimino, Marco Bellocchio e, nel 2016, Alejandro Jodorowsky. Da quest’anno il Pardo d’onore è sostenuto da Manor. Jean-Marie Straub riceverà il Pardo d’onore Manor in Piazza Grande la sera dell’11 agosto. La 70esima edizione del Locarno Festival si terrà dal 2 al 12 agosto.