Occhi a mandorle e curve: i cuochi del pittore francese Jean-Pierre Durièz si portano questa eredità dalla Cina. “Le donne stanno entrando con risultati di pregio nelle cucine che sono ambienti maschili e militareschi, dove tutto deve funzionare alla perfezione, con rigore. Molti chef donna hanno conquistato tre ‘macaron’, tre stelle Michelin, e s’impongono nel panorama internazionale. In Cina le donne lavorano molto più degli uomini e fanno anche lavori duri come quello di muratori”, che nel suo italiano è “muratrici”: così Jean-Pierre Durièz che ha fatto della Toque, il cappello dello chef, la sua bandiera nel mondo. Da anni il suo chef ha il colletto con i colori della Francia da un lato e quelli italiani dall’altro. Il pittore ama tanto l’Italia da portarci di recente in un viaggio culturale, dalla Certosa di Padula a Roma, Jean Louis Balandraud, consulente nelle relazioni culturali ed economiche tra Francia e Cina, l’uomo che è alla guida del progetto che già da due anni coinvolge gli artisti francesi in una full immersion culturale in Cina per la comprensione tra i due popoli che passa attraverso l’arte. L’idea è di coinvolgere per il 2018 anche una rosa di dieci artisti italiani.

Jean-Pierre Durièz nel suo ultimo viaggio in Cina ha cominciato a disegnare le donne chef facendo uscire lunghi capelli dalle sue toque. Ne è un esempio calzante la tavola “Les Femmes Chefs de cuisines”, una tra le tante opere che ha esposto nel Paese del Dragone, al Museo di arte contemporanea di Longzhou e in quelli di Nanning e di Zunyi. Durièz è rimasto abbaiato dalla natura rigogliosa della Cina, quei paesaggi mozzafiato che il mondo ha imparato a conoscere attraverso il film “Avatar”. Da questa esperienza cinese, il pittore francese che ama l’Italia ha modificato un po’ anche i suoi colori, utilizzando fondi rosso e chiome dorate. Un saggio di questo lavoro in Cina lo ha esposto alla Galleria Paolo Bowinkel di Napoli, dove ha promosso la mostra che a settembre lo vedrà in dialogo con le opere dell’artista Ugo Marano (scomparso nel 2011) in un progetto del Polo d’Arte moderna e contemporanea di Ferrara. Intanto, in questi giorni, per iniziativa di Balandraud e di Ya Ding, presidente di Afef nelle relazioni tra Francia e Cina, Durièz, con gli altri pittori del team francese di ritorno dal Paese del Dragone, espone a Parigi in 28 rue Paul Valery.