A Lamezia Terme, i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Catanzaro, coordinati dal procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio, e dal sostituto procuratore Marta Agostini, hanno sequestrato somme di denaro e beni per oltre 3 milioni di euro alla consigliera Caruso e al marito Giuseppe Cristaudo. Le indagini avrebbero consentito di accertare lo 'svuotamento' progressivo dei beni societari a favore della Casinò Entertainment srl di Titina Caruso e di un'altra società riconducibile al marito. Infatti i beni, costituiti da un impianto di bowling a 12 piste e numerosi apparecchi da intrattenimento, erano stati ceduti alla Casinò Entertainment srl a titolo gratuito o a cifre irrisorie rispetto al prezzo di acquisto, facendo fallire così l'Automatic Games. Dagli accertamenti svolti dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Catanzaro sono anche emersi oltre 4 milioni e mezzo di euro prelevati dagli apparecchi da gioco e mai transitati nelle casse della società fallita, tra i quali era computata anche la quota da versare all'erario quale concessionario per la tenuta di apparecchi da gioco con vincita in denaro (circa 48 mila euro). I coniugi lametini sono stati accusati, insieme al loro commercialista, Battista Cristaudo, di bancarotta fraudolenta, omessa dichiarazione dei redditi e peculato. In particolare Cristaudo, eseguita la dissipazione del patrimonio, nella contabilità dell'Automatic Games srl avrebbe registrato costi fittizi per oltre 2 milioni di euro allo scopo di abbattere i ricavi e distrarre liquidità.