“La Campania non può avere un governatore che la fa diventare la barzelletta d’Italia, un presidente fantasma che lancia proclami dalla tv. Un novello Bin Laden che dalle grotte dell’Afghanistan prova a tenere alto il morale di una truppa già in rotta”. Evidentemente il carcere ha fatto cambiare idea al deputato Amedeo Laboccetta che oggi, lasciata la detenzione per tornare a Montecitorio, a ”Bin Laden” vuole affidare le redini della sanità campana, ragione per la quale preme sul ministro Beatrice Lorenzin affinché si pieghi e dia il necessario concerto.

Non lo fa direttamente, che la Lorenzin difficilmente gli accorderebbe udienza, manda in avanscoperta Raffaele Calabrò, il deputato di Alleanza popolare che, dimettendosi per assumere il ruolo di rettore del Campus biomedico di Roma, ha rispalancato le porte di Montecitorio al mitico Laboccetta. Un vero e proprio assedio quello attorno alla Lorenzin che fin qui ha retto con inaspettata determinazione a lusinghe e pressioni. In tanti vogliono De Luca a capo della sanità in Campania, i renziani si può capire perché ma Laboccetta? Sta di fatto che si è arrivati ad un passo dalla crisi di governo ma Beatrice ha risposto picche, lasciando ai seguaci del governatore campano il difficile compito di spiegare che il governo rischiava la crisi perchè il ministro preferiva a De Luca un prefetto del rango di Francesco Paolo Tronca.

Dal canto suo, De Luca presidia il campo: anche ieri era in Transatlantico, gli è compagno al duol Mario Oliverio, governatore della Calabria. Anche lui aspira a prendersi il comando della sanità nella sua regione. Oliverio concentra nelle sue mani già il 90% degli assessorati di spesa, avendo trattenuto per se le deleghe alla programmazione comunitaria, al turismo, all’ambiente, all’agricoltura ed ai lavori pubblici, evidentemente non basta ad appagare la sua bulimia di potere.