La parola d'ordine è "discontinuità". E' questa la voce unanime che si è levata da Piazza Santi Apostoli a Roma dove Giuliano Piasapia ha voluto la kermesse del suo movimento, Campo progressista. Nel giorno in cui, da Milano, il segretario del Pd all'assemblea nazionali dei circoli del Pd incalza chi pensa di poter fare a meno del Pd: "fuori da qui - ha detto Renzi - si perde. Fuori del Pd non c'e' la vittoria della sinistra di lotta e di governo, c'e' la sconfitta. Chi immagina di fare il centrosinistra senza il Pd vince il premio Nobel della fantasia ma non raggiunge alcun risultato concreto". Netta la risposta della piazza romana. Pierluigi Bersani chiede una discontinuità radicale con le politiche degli ultimi mesi. D'Alema alza il tiro: "Andremo alle elezioni ognuno con la sua piattaforma. Se noi avremo un grande successo, come io spero, sarà possibile riaprire un discorso col Partito democratico per spingerlo a tornare ad essere una forza che vuole fare il centrosinistra, perché il centrosinistra non è una parola, è una politica. E la politica del Pd di questi anni non è stata una politica di centrosinistra, sennò non saremmo qui".

E Pisapia? "Non mi interessano le polemiche e gli attacchi personali" premette senza replicare alle parole di Renzi. E poi parla della nuova casa comune inclusiva "per un progressismo moderno e rivoluzionario. Se abbiamo deciso di giocare questa partita è per essere uniti e radicalmente innovativi. Una casa comune radicalmente diversa da quella del passato. Se non sarà ne prenderò atto" ha detto sottolineando che "divisi si perde: grazie a voi che siete venuti per dire basta le divisioni. E' una piazza di unita' e speranza. La politica, diceva Don Milani e' la volonta' di trovare insieme una soluzione ai problemi, e noi siamo qua perche' crediamo nella buona politica. Io sono terrorizzato perchè l'altra strada, della divisione rischia di dare il nostro Paese alle destare, al populismi e alla demagogia, per questo ho grande bisogno di un immenso sforzo collettivo. Bisogna lavorare con chi ci sta vicino ma guardando lontano. Dobbiamo cambiare, serve discontinuita' con il passato" dice Pisapia parlando ad una piazza gremita dove sono arrivati oltre a Bersani e D'Alema anche la presidente della Camera Laura Boldrini, Valerio Onida, Enrico Rossi, Roberto Speranza e Leoluca Orlando.