“Ciao papà ora sei di nuovo libero di volare”, così la figlia Elisabetta Villaggio ha annunciato su Facebook la morte del papà Paolo, attore, sceneggiatore, scrittore, spentosi all’età di 84 anni in una clinica privata di Roma. Nato a Genova il 30 dicembre 1932, aveva festeggiato l’ultimo compleanno con l’uscita di una versione audiolibro aggiornata e con capitoli inediti del suo “Fantozzi”, il primo di una serie di libri da cui furono tratti dieci film con protagonista il ragionier Ugo, il più grande “perditore” di tutti i tempi. Il personaggio nacque dall’esperienza dello stesso Villaggio come impiegato all’Italsider, arrivando prima in tv e poi sulla carta. Nel 1971, il libro vendette un milione e mezzo di copie, riscuotendo molto successo, persino in Russia.

Espressioni come “megadirettore galattico”, “come è umano, lei”, “salivazione azzerata” e “la nuvola di Fantozzi” sono entrati nell’uso comune della lingua italiana. In una delle ultime interviste gli è stato chiesto se l’impiegato Fantozzi fosse ancora attuale nell’odierno panorama lavorativo, e lui rispose: “Dove c’è un megadirettore, c’è sempre un Fantozzi!”.

Ma la fortuna di Villaggio non è legata solo a personaggi come Fantozzi e il timidissimo Giandomenico Fracchia dalla comicità paradossale e grottesca. Ha recitato anche in parti più drammatiche, partecipando a film di registi come Federico Fellini (“La voce della luna”), Lina Wertmüller (“Io speriamo che me la cavo”), Ermanno Olmi (“Il segreto del bosco vecchio”) e Mario Monicelli (“Brancaleone alle crociate”). Nel 1992, in occasione della 49ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, ha ricevuto il Leone d'oro alla carriera. Nell'agosto del 2000 gli è stato assegnato al Festival del cinema di Locarno il Pardo d'onore alla carriera.