Un viaggio tra ritratti poco noti restituisce un’intimità nuova a Luigi Pirandello (Girgenti, 28 giugno 1867 – Roma, 10 dicembre 1936), drammaturgo, scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. È stato presentato al Salone del Libro di Torino e venerdì 28 luglio sarà lanciato al Museo archeologico “Pietro Griffo” di Agrigento, affiancato da una mostra dallo stesso titolo, il volume “I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini” edito da La Nave di Teseo a cura di Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla. Un progetto ideato in occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita dello scrittore, e che si rinnoverà in nuove tappe: a settembre nella casa di Pirandello in via Bosio a Roma (dove il letterato morì), in altre città siciliane (Catania e Palermo) per volere della Regione, e poi anche Oltralpe (da Praga a Belgrado). “La fotografia apre tantissime porte, è una chiave per una approfondita conoscenza dello scrittore e della sua psiche – commenta al VELINO Sarah Zappulla Muscarà -. Pirandello ha un volto molto significativo. I suoi ritratti ci aiutano a capire meglio il suo carattere complesso e contraddittorio”.

Il volume nasce da lunghe ricerche in tutto il mondo del materiale fotografico che riguardava Luigi Pirandello, la sua famiglia e la sua epoca appunto. Sono 632 foto in bianco e nero che ripercorrono l’intero itinerario sia esistenziale sia artistico dello scrittore, mettendo a fuoco intanto le sue origini, la sua famiglia, i genitori, poi la moglie Antonietta che “per i suoi disturbi psichici finirà in manicomio, e i tre figli. C’è Stefano, il maggiore che sceglierà la strada della scrittura e diventerà anch’egli uno scrittore, però nell’ombra perché per sua scelta vorrà essere un autore postumo e non essere schiacciato da questo cognome così ingombrante – racconta Sarah Zappulla Muscarà -. Noi, mio marito Enzo Gambusi ed io, abbiamo anche pubblicato l’Opera Omnia di Stefano, tutto il teatro, il romanzo ‘Timor Sacro’ edito dalla casa editrice Bompiani, e poi il carteggio padre-figlio nel tempo della lontananza. L’altro figlio, Fausto, diverrà uno dei più grandi pittori della scuola romana, quindi sceglierà un’altra forma artistica, la pittura. Poi ci sono la figlia Lietta e l’attrice prediletta e musa ispiratrice Marta Abba”. Ma poi le immagini riportano tanti amici, scrittori, registi e giornalisti di Luigi Pirandello, e ripercorrono tappe importanti della sua vita: la nomina ad accademico d’Italia, l’assegnazione del Premio Nobel nel 1934, e i tanti viaggi per il mondo, in Europa ed anche in America per promuovere il suo teatro e per realizzare quel grande sogno cinematografico di realizzare un film dai “6 Personaggi in cerca d’autore” in cui Pirandello voleva avere il ruolo dell’autore, cioè quello che gli competeva, un progetto bellissimo che purtroppo non gli riuscì di realizzare.

“Nelle foto – continua Sarah Zappulla Muscarà – vediamo tutta l’intellighenzia del tempo. Troviamo Luigi Pirandello al fianco di Einstein, e sappiamo quanto affini fossero la Relatività del secondo e il Relativismo del primo. Vediamo Pirandello al fianco di Gershwin che lo fa assistere alle prove dei suoi musical, e il drammaturgo concepisce allora il desiderio di realizzarne uno, ma non ci riuscirà. Come dichiara Pirandello stesso: ‘La mia mente è un vulcano di idee, di progetti’. Ci sono foto di Pirandello con Disney per il desiderio di realizzare un film in cui mettere insieme la musica di Beethoven e le immagini… Anni dopo, nel 1940, da quel sogno nacque quel capolavoro Disney che è ‘Fantasia’. Ma soprattutto in queste immagini – sottolinea Sarah Zappulla Muscarà - vediamo la modernità di Luigi Pirandello, anticipatore un po’ in tutto…”.