Tra il 27 e 28 giugno “abbiamo avuto un afflusso straordinario di persone salvate nel Mediterraneo centrale. Sono 22 le navi arrivate, poi diventate 25 nelle ore successive. Gli arrivi sono stati più 10 mila che fanno salire la cifra complessive delle persone salvate a più di 85 mila nei primi sei mesi di quest’anno. Siamo a +18,4 per cento rispetto allo scorso anno”. Lo ha detto alla Camera il ministro dell’Interno Marco Minniti durante l’informativa urgente del governo sulla gestione dei flussi migratori. A questi numeri si devono associare i dati relativi a chi ha effettuato i soccorsi in mare. Nei primi sei mesi di quest’anno, ha spiegato il responsabile del Viminale, i salvataggi “sono stati fatti per il 34 per cento da navi delle Ong, il 28 per cento dalla Guardia costiera italiana, il 9 per cento dalla missione Sopgia, l’11 per cento dalla missione Frontex e il 7 per cento da singoli mercantili”. Gli arrivi di migranti registrati a fine giugno “hanno messo a dura prova il nostro sistema di approdo e di accoglienza – ha detto ancora Minniti -. E tuttavia posso poter ringraziare quelli, tra tutte le forze dell’ordine, che in quelle ore e in quei giorni hanno consentito di risolvere una situazione che posso garantirvi è stata molto difficile”.

Sul fronte politico internazionale “l’Italia ha reagito immediatamente sul terreno dell’accoglienza ma anche a livello politico internazionale”, ha ricordato Minniti. “Il nostro ambasciatore a Bruxelles – ha proseguito -, ha avviato un’iniziativa che non ricordo abbia precedenti. Si è recato presso la commissione europea e ha chiesto esplicitamente che di fronte a una situazione così delicata e impegnativa l’Europa di assumesse delle chiare e limpide responsabilità. Successivamente siamo andati a Parigi a incontrare i ministri dell’interno francese e tedesco oltre al commissario per i problemi dell’immigrazione Dimitri Stavropulos”.

L’incontro di Parigi “è stato molto importante, impegnativo. C’è stata anche una discussione difficile. Ma è stato tuttavia importante che un gruppo fondamentale di paesi europei, Francia, Germania e Italia, insieme alla commissione, lavorassero per avere un punto di partenza comune che consentisse a questi tre grandi paesi di andare insieme al vertice di Tallin di domani. Politicamente era ed è molto importante. Abbiamo fatto a Parigi un primo importante passo. Ma un primo passo. Passo poi confermato dalla presentazione dell’Action Plan da parte della commissione europea. Noi dobbiamo affrontare le cose per come sono: dire al Parlamento e agli Italiani parole di verità su questi temi. È importante che questi paesi insieme alla commissione europea hanno condiviso alcune nostre proposte”.

In Libia, ha sottolineato con forza Minniti, “si gioca una partita cruciale. Il 97 per cento delle persone salvate vengono da quel paese, ma non c’è un libico. È lì che va affrontato il problema”. “Nei prossimi giorni – ha proseguito - faremo una riunione a Tripoli con i sindaci libici per discutere con loro su come sganciarsi dal giogo dei trafficanti di esseri umani”. Questo, ha proseguito il ministro dell’Interno, “è uno dei principali canali economici di cui la Libia vive, bisogna offrire un circuito economico alternativo”. Secondo Minniti è proprio in Libia che va affrontato il problema, pur sapendo, ha spiegato, “che la situazione è maledettamente complicata. La Libia non è la Turchia, con la quale l’Europa ha negoziato un impegnativo e costoso accordo: la Libia è fragile e instabile. C’è un rapporto forte tra la stabilizzazione della Libia e i trafficanti di esseri umani. Combatterli in Libia significa dare un contributo straordinario per la stabilizzazione del Paese”.

“Ieri di fronte all’idea dell’Austria di schierare truppe al confine abbiamo risposto che non c’era emergenza, che la cooperazione di polizia era ottima e che Italia e Austria hanno un’amicizia straordinaria. Oggi il cancelliere austriaco ha riconosciuto che non c’è emergenza, che la collaborazione tra le polizie è ottima e c’è una grande amicizia tra i due Paesi. Prendo atto e noto che forse avevamo ragione”. L’impegno finanziario promesso dall’Unione europea per la gestione dell’emergenza migranti “è insufficiente”. Lo ha detto alla Camera il ministro dell’Interno Marco Minniti durante l’informativa urgente del governo sulla gestione dei flussi migratori. Per il responsabile del Viminale “c’è bisogno di un impegno diretto dei singoli Stati membri”. È “ingiustificata”, ha spiegato poi Minniti, la sproporzione “evidente” tra “quello che si è investito nella rotta balcanica e quello che si sta investendo oggi per il Mediterraneo centrale. Una sproporzione a mio avviso ingiustificata”.

Minniti ha poi detto di ritenere “del tutto infondata l’equazione tra terrorismo e immigrazione,. Lo ribadisco, e tuttavia se guardiamo a quello che è avvenuto in Europa c’è invece un nesso, a mio avviso abbastanza più evidente, tra terrorismo e mancata integrazione. Se questo è il cuore della questione - ha affermato Minniti - debbo dire con altrettanta nettezza che l’accoglienza ha un limite nella capacità di integrazione, un limite a mio avviso non valicabile. Su questo mi sento personalmente impegnato”. “Il ministro dell’Interno – ha poi concluso - non può dimenticare questo principio sul quale si gioca il presente il futuro del nostro Paese: la sicurezza è uno straordinario bene comune”.