La relazione Anac sulla corruzione 2016 presenta "luci e ombre nell’applicazione dei vari strumenti di prevenzione della corruzione". Lo scorso anno sono state avviate 845 istruttorie, soprattutto nei confronti di comuni, strutture sanitarie e società pubbliche, mentre pochissime (12) sono state le sanzioni irrogate, a conferma del loro utilizzo solo come extrema ratio ma anche dell’elevato livello di adeguamento alle richieste dell’Autorità". "Fra i tanti casi trattati - ha spiegato il presidente dell'Anac Raffaele Cantone presentando a Montecitorio la Relazione alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e della Presidente della Camera, Laura Boldrini - ne va menzionato soprattutto uno, quello di una ASL nella Regione Campania, in cui la vigilanza si è svolta con una logica di accompagnamento verso il ripristino della legalità. Si è partiti da una verifica ispettiva effettuata a seguito di notizie relative a gravi illeciti commessi per favorire, fra l’altro, l’accreditamento di strutture sanitarie private carenti dei requisiti e pagamenti multipli di fatture, da cui era emersa l’inadeguatezza delle misure preventive adottate. Il commissario straordinario della ASL ha accolto positivamente i rilievi e, con la collaborazione dei nostri uffici, ha adottato misure concrete e virtuose: in particolare, ha effettuato la rotazione dei direttori dei distretti, ha sostituito quasi tutti i componenti delle commissioni competenti al rilascio delle autorizzazioni e ha pubblicato sul proprio sito tutti gli atti di interesse pubblico.

Appalti: non solo con il "bollino" dell' Anac -  "La fiducia che l’Autorità ha nel tempo conquistato, anche al di fuori dei confini nazionali, testimonia anche l’accresciuta condivisione dei valori della legalità, del rispetto della concorrenza e della trasparenza. Proprio perché è indispensabile preservare questa fiducia e non ingenerare inutili e ingiustificate aspettative, si è ritenuto, nell’ultimo periodo, di precisare ulteriormente e pubblicamente compiti e poteri dell’Autorità sia nei confronti degli istanti privati che nei confronti delle amministrazioni pubbliche. Nella prima prospettiva si è adottato un apposito atto (un comunicato) per chiarire il perimetro di intervento dell’ANAC, spiegando che essa non è un organismo che può occuparsi di ogni forma di illegalità e non può, quindi, pronunciarsi su tutte le questioni che ci vengono quotidianamente sottoposte, soprattutto da comuni cittadini" .

"In modo analogo - prosegue Cantone - ci si è mossi rispetto alle centinaia di quesiti, richieste di chiarimento o collaborazione che vengono formulate soprattutto sulla materia dei contratti pubblici e in particolar modo dalle amministrazioni, precisando, in un regolamento apposito, che le risposte saranno fornite solo se la questione posta è nuova e di rilevanza generale, con la chiara volontà di non assecondare l’idea che gli appalti si possano fare solo con il “bollino” dell’ANAC, e al contrario rimarcando che l’Autorità non è un consulente e che non si può sostituire alle scelte discrezionali dell’amministrazione". "Terminata la fase “costituente” - ha sottolineato Cantone - che ha caratterizzato il primo triennio di vita e che ha visto una continua implementazione normativa di poteri e funzioni, l’ANAC è oggi un’istituzione che, dismessi gli abiti della novità, è riconoscibile non solo alle amministrazioni pubbliche e agli operatori economici, ma anche a gran parte dei cittadini. Questa “notorietà” è certamente figlia della centralità che continua ad avere nel dibattito pubblico la tematica della corruzione, anche e soprattutto perché l’onda lunga degli scandali e delle indagini giudiziarie non sembra arrestarsi". "D’altro canto - aggiunge Cantone - la creazione, per la prima volta nella storia del Paese, di un organismo amministrativo anticorruzione, con poteri reali ed effettivi, ha ingenerato aspettative forse eccessive nell’opinione pubblica e negli operatori e anche qualche equivoco sui reali ambiti di intervento. Equivoco che rischia di tradursi in delusione, ma anche in critiche aspre che, a prescindere dalla loro condivisibilità, sono un segnale da non sottovalutare".

Consip: prossimi bandi monitorati - "Nell’ambito dei servizi è stata posta particolare attenzione alle gare della Consip, in quanto principale stazione appaltante del Paese, ben prima che emergessero le note vicende giudiziarie; è stata, infatti, effettuata un’ispezione, il cui rapporto conclusivo del luglio 2016 ha evidenziato problematiche nei settori del facility management, dell’ICT e dell’energia. Sul facility, in particolare, si è concentrata una delle contestazioni mosse alla stazione appaltante relativamente al numero e alla perimetrazione dei lotti che, così come strutturati, rischiano di limitare la platea dei possibili partecipanti alle gare, escludendo soprattutto le piccole e medie imprese; la governance di Consip, in sede di audizione da parte del Consiglio, ha rappresentato di voler accogliere i rilievi mossi e tenerne conto nei prossimi bandi, che saranno sottoposti quindi a specifico monitoraggio".

 Conflitto interesse: indifferibile rivisitazione materia - " Una declinazione della normativa in materia di conflitto di interesse è rappresentata dalla disciplina delle situazioni di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi contenuta nel decreto legislativo 39 del 2013. In questo ambito, sono ben 149 i procedimenti avviati nel 2016; un lavoro ponderoso che, però, ha prodotto risultati deludenti, a causa del testo normativo poco efficace e non sempre chiaro. Di esso abbiamo chiesto modifiche mediante due segnalazioni a Governo e Parlamento; con una del 2015, si era formulata una proposta di revisione organica del dettato normativo, con un’altra del 2016 si è chiesto almeno di eliminare il riferimento alle deleghe gestionali dirette per il presidente del consiglio di amministrazione ed estendere la disciplina agli organi collegiali (consigli di amministrazione o equivalenti) e al direttore generale. Negli ultimi due anni oltre il 38% dei casi scrutinati ha riguardato, infatti, proprio la verifica della sussistenza di deleghe gestionali e ben il 77% è stato archiviato 3 Si veda la delibera dell’Autorità n. 961 del 2016. Relazione annuale Intervento del Presidente 5 Anno 2016 perché si è diffusa la pratica elusiva della modifica degli statuti con l’espunzione delle deleghe gestionali al presidente. E’ indifferibile, quindi, una rivisitazione complessiva della materia".

RAI: irregolarità in alcune procedure contestate  - "Un cenno non può mancare alla vigilanza effettuata sulla RAI relativa all’assunzione di dirigenti esterni, in contrasto con lo Statuto e soprattutto con le procedure indicate dal Piano di prevenzione della corruzione dell’Azienda. Posto che non compete ad ANAC la valutazione di legittimità delle procedure di assunzione, l’attività si è concentrata sull’effettiva applicazione e sull’efficacia delle misure adottate, segnalando da un lato irregolarità in alcune delle procedure contestate (anche per mancato utilizzo del job posting) e la sussistenza di un’ipotesi di conflitto di interessi tra una persona prescelta e la società di head hunting, e dall’altro fornendo indicazioni per l’aggiornamento del Piano così da ridurre gli spazi di discrezionalità nella selezione del personale, attraverso l’individuazione preventiva dei criteri di valutazione dei candidati . La vicenda rappresenta per l’Autorità un importante precedente: dimostra l’utilità del Piano anticorruzione come strumento per scoraggiare o comunque far emergere eventuali anomalie negli enti vigilati".

Trasparenza: Ancora fatica ad essere accettata nella Pa - "Non meno intensa di quella regolatoria è stata l’attività di controllo, che ha visto nel 2016 l’apertura di 193 procedimenti di vigilanza, a cui si aggiungono 59 procedimenti sanzionatori sulla mancata pubblicazione dei dati concernenti i titolari di incarichi politici. In linea con gli anni precedenti, si conferma l’efficacia dell’azione dell’Autorità, che vede in oltre il 60% dei casi esaminati un successivo adeguamento totale dell’amministrazione. Il residuo 40%, che non si adegua del tutto o solo in parte, testimonia tuttavia che il percorso verso la costruzione di quella casa “di vetro” è tutt’altro che agevole, soprattutto nelle realtà di ridotte dimensioni. Problemi però si sono riscontrati anche in comuni più grandi, come Roma Capitale e Milano. In particolare, sono emerse carenze nel primo caso sui dati patrimoniali dei consiglieri dell’Assemblea capitolina cessati dall’incarico a seguito del commissariamento del Comune; nel secondo, nelle indicazioni delle situazioni patrimoniali di un esponente dell’Amministrazione e di alcuni consiglieri municipali. "Diverse criticita' - ha aggiunto Cantone - sono anche emerse dalle attivita' di vigilanza su affidamenti non recenti disposti dal Comune di Roma Capitale, ad esempio la concessione dei servizi di balneazione del litorale di Ostia, la gestione del canile della Muratella, i contratti di locazione passiva di alcuni immobili, il servizio di scolarizzazione dei minori Rom, in parte superate anche attraverso un tavolo di confronto, avviato nel 2016 con la struttura commissariale e ora ripreso con la nuova Amministrazione agli inizi del 2017".