"La questione agricola italiana si pone su una faglia importante ma rischiosa. Se parliamo di mediterraneo e difesa degli  accordi commerciali vedo un'occasione unica  per avanzare all'interno di contesti nuovi. Se lavoriamo lungo quest'asse dobbiamo reinterpretare due categorie: protezione e promozione. Cioè gli strumenti che mettiamo a disposizione delle imprese agricole per difendersi e come le promuoviamo. Abbiamo fatto delle cose ma non è abbastanza" ma testimoniamo come "l'Italia possa disegnare un nuovo rapporto tra pubblico e privato". Lo ha detto il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina intervenendo nel corso dell'Assemblea di Confagricoltura in corso a Roma all'Auditorium Parco della Musica.

Lo strumento della politica agricola comune "deve orientarsi cogliendo alcune novità che la vecchia programmazione non riconosceva - ha spiegato il ministro -. Per esempio la connessione con i cambiamenti climatici e la gestione dei rischi in agricoltura che sono nodi irrisolti. Siamo pronti a lavorare su queste questioni strutturali con Commisione e Parlamento Ue. Per questo proponiamo in ambito Pac cambiamenti come l'estensione della buona pratica degli Ocm che rappresenta una possibilità sotto queso punto di vista. Credo che siamo in un punto di passaggio in cui dobbiamo prenderci carico in maniera ambiziosa della leadership mediterranea: abbiamo pagato per troppi anni l' insufficienza dell'area mediterranea nello scontro nord-sud Europa".

"Uno dei pilastri fondamentali rimane la dinamica esportativa. Ma serve più cooperazione tra mercati e non sono d'accordo in tempi di globalizzazione a pensare che un ripiegamento sovranista aiuti l'Italia - ha detto Martina -. Credo che su tante questioni dobbiamo pensare a lavorare. A volte non dormo la notte pensando ad Agea ma so anche che stiamo lavorando con Pagliardini e posso dirvi che luglio sarà fondamentale per impostare la riforma di Agea. Siamo nelle condizione di raddoppiare il premio qualità per ettaro sul grano duro con decreto. Arriveremo a 200 euro a ettaro per chi costruisce contratti di filiera e lavora su questo asse.

Ad oggi abbiamo coinvolto 70mila ettari sui 100mila che ci eravamo preposti in fase iniziale". Infine, "siamo nelle condizioni di salire a 30 milioni di euro per il rimborso degli interessi passivi del fondo latte nell'ambito della crisi della zootecnia. Aver raccolto seimila richieste per me è stato il segnale di aver azzeccato lo strumento per le imprese più esposte al cambio strutturale. La settimana prossima emaneremo la circolare che sblocca filiera e dal primo novembre si partirà con bandi per contratti per montare e smontare i rapporti interni di alcune filiere.  Sul riso infine faremo un passo fondamentale il 17 luglio quando ci sarà il consiglio dei ministri dell'agricoltura a Bruxelles", ha concluso Martina.