L’ultimo atto dell’Iccat si traduce in un vero affronto da parte dell’unione europea nei confronti dell’Italia sulle quote pesce spada. Finito il negoziato Iccat, a livello internazionale, da quanto apprende AGRICOLAE c’è stato il negoziato interno all’Europa. Con la Spagna che ha messo in dubbi i dati italiani relativi al 2010-2011, sapendo che avrebbe tolto dal conteggio le due annualità migliori – per quanto riguarda il negoziato – per l’Italia. I nostri dati di cattura sono stati considerati buoni a livello internazionale per ottenere più quote europee, poi, all’interno degli Stati membri il voltafaccia. Con la Spagna che prende tutto e con l’Italia che si trova ad avere 500 tonnellate di quote in meno. Per un totale di 3700 e spicci contro i 4200 della proposta avanzata dall’Italia. Ora il provvedimento passerà in Consiglio dei ministri europeo il prossimo 17 luglio, sempre che non slitti a dopo la pausa estiva. Il parlamento italiano sta intanto lavorando a un parere negativo. Sebbene questo non abbia parere vincolante. “Si tratta di una proposta da rivedere” per l’Alleanza delle cooperative che, raggiunta da AGRICOLAE auspica che "il tiro sia corretto".

Qui di seguito AGRICOLAE pubblica il documento europeo consegnato dalla Commissione europea all'Italia, dove a pagina 4 le quote all'Italia

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