A quanto apprende AGRICOLAE è stato firmato oggi il decreto direttoriale con il quale, in applicazione di quanto previsto dall’art. 10, comma 8 del D.M. 32072/2016 e senza attendere gli attesi pronunciamenti da parte del TAR DEL Lazio, la direzione  generale del Ministero ha deciso di ritenere i 13,266 milioni di euro quale una “economia della misura promozione” stabilendo quindi la loro redistribuzione  tra le altre misure del PNS del settore vitivinicolo.

Detti fondi, quindi, escono definitivamente dalle disponibilità della “promozione” e sommandosi ai fondi regionali, anch’essi stanziati per la medesima misura, ma inutilizzati a livello regionale per 13,4 milioni di euro (riconducibili a Puglia, Sardegna, Lazio, Campania, Molise e Basilicata), portano a 26,8 milioni di euro (su 103,9 milioni di euro dell’intero plafond previsto dal PNS) l’ammontare delle somme rese “inutilizzabili” da parte degli operatori per sostenere la promozione delle produzioni vinicole italiane nel mondo. Si tratta di oltre il 26 % delle risorse stanziate a testimonianza di tutte le “falle” dell’impianto normativo attivato da Martina nel 2016 per sostenere la promozione vinicola italiana nel mondo nel corso del 2017.

Ma se da una parte i 13,4 milioni di euro “inutilizzati” dalle Regioni possono imputarsi ad uno scarso livello di penetrazione commerciale all’estero delle produzioni vinicole di dette Regioni quello che sorprende e per certi versi sconcerta l’opinione degli addetti al settore è l’aver deciso di “stornare” i 13,266 milioni di euro della promozione “non assegnati” a seguito delle controverse vicende della scorsa estate dove le due graduatorie emanate dal Ministero, con domande di finanziamento prima ammesse e poi escluse sulla base di controverse decisioni ministeriali che hanno prodotto i noti 13 ricorsi amministrativi sulle quali, a breve (entro la fine di luglio), si pronuncerà il TAR del Lazio, senza attendere detti pronunciamenti.

Appare semplicemente assurdo a detta degli operatori, non aver voluto attendere detti pronunciamenti prima di assumere la decisione oggi presa, tanto che le norme comunitarie lasciavano a disposizione degli uffici di Martina una ultima possibilità di poter decidere, alla fine di settembre prossimo, l’eventuale storno delle economie di risorse eventualmente rinvenienti, onde scongiurare il rischio di perdere definitivamente dette risorse.

Ma questa decisione, assunta oggi, alla vigilia degli imminenti verdetti del TAR del Lazio appare come una  decisione gravissima che in  caso di un pronunciamento di accoglimento, anche parziale, dei ricorsi proposti da parte del TAR del Lazio si configurerebbe come un clamoroso autogol per il ministro Martina che non dispone più di fondi comunitari da assegnare all’esito dei pronunciamenti del Tribunale amministrativo e che a questo punto coinvolgerà proprio il ministro Martina e tutti i soggetti ministeriali coinvolti nelle procedure di assegnazione delle risorse a dover rispondere di un possibile ed ormai configurato “danno erariale” sul quale, com’è noto, vigila la Corte dei Conti del Lazio che avrebbe  già aperto un fascicolo e sarà pronta ad intervenire con decisioni conseguenti agli attesi pronunciamenti del TAR del Lazio.

Qui di seguito Agricolae riporta il decreto

DECRETO MIPAAF RimodulazioneDotaz.Finanz.Anno2017

Qui di seguito il decreto precedente

DECRETO MIPAAF PRECEDENTE