La ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, ha posto a nome del governo la fiducia alla Camera sul decreto banche venete. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha subito dopo stabilito che oggi alle 12,30 ci saranno le dichiarazioni di voto e alle 14,25 prenderà il via la prima chiama dei deputati. Non è stato fissato invece il voto finale sul provvedimento che potrebbe anche slittare a giovedì. La fiducia è stata posta sul testo licenziato la scorsa settimana dalla commissione Finanze di Montecitorio. La decisione del governo ha scatenato le proteste in Aula del M5S che ha rivolto il coro “ladri ladri” verso i banchi dell’esecutivo e ha srotolato uno striscione con la scritta "ladri di risparmi". I deputati penta stellati anche agitato decine di salvadanai con dentro delle monetine.

“Di domenica, in un Consiglio dei ministri durato appena 18 minuti, questi partiti si sono giocati 17 miliardi dei soldi dei cittadini. Cinque sono già stati regalati sull'unghia a Intesa Sanpaolo e altri 12 sono a rischio sui crediti deteriorati e i contenziosi degli istituti veneti - il commento del M5S -. In pratica, hanno messo nel piatto un miliardo al minuto per chinare la testa di fronte al ricatto della prima banca italiana che si è presa solo le parti buone di Popolare di Vicenza e Veneto Banca. E ha lasciato a noi il resto”. Attaccano gli esponenti penta stellati: “Noi non ci stiamo. La tutela del risparmio e la sovranità economica dei cittadini sono valori chiave. Valori che difendiamo a spada tratta ancora oggi in aula, come facemmo sin dai tempi del decreto Imu-Bankitalia. Noi non siamo il loro bancomat. Stop ai #ladridirisparmi”. Il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta prende di mira invece il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: “Chiederò un'informativa per i suoi comportamenti che sono democraticamente inaccettabili e produttori di squilibri, incertezza e insicurezza”.

"La priorita' per il Governo e' convertire il decreto sulle Banche venete per dare stabilita' all'economia di un territorio importante come il Veneto. Con il decreto, infatti, i risparmiatori, i correntisti e gli obbligazionisti sono salvaguardati; gli sportelli non hanno mai interrotto l'attivita' e si sono evitati licenziamenti". Lo dichiara il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta che aggiunge: "Questa scelta, assieme alla soluzione Mps, ha consentito di evitare il fallimento e il bail in, che avrebbero scaricato anche sui risparmiatori tutto il peso di una crisi di cui non hanno diretta responsabilita'". "Per questi motivi, anche a fronte dei 600 emendamenti -prosegue Baretta -, si e' voluto evitare l'evidente tentativo di non far approvare questo intervento di salvataggio delle Banche venete, come dimostra l'eloquente comportamento in Aula dei deputati del Movimento 5 stelle al momento delle richiesta di fiducia, che e' stato preceduto da una settimana di ostruzionismo in commissione"