Un’Europa “più forte e coesa” con “l’impegno comune” per “un rilancio emerso con chiarezza in queste settimane e mesi” e durate il vertice di Amburgo. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni al termine del trilaterale con la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Macron. L’Unione europea, ha chiarito ancora il premier italiano, “deve avere una visione e un punto di vista comune in un contesto internazionale in cui a una crescita economica promettente si associano fenomeni di tensione e di difficoltà nelle relazioni internazionali”. Ma soprattutto, ha confermato Gentiloni, il nostro paese “continuerà a fare la sua parte sul soccorso e l’accoglienza” pur “battendosi” affinché “la politica migratoria non sia affidata ad alcuni paese ma condivisa con tutta l’Ue. Sono molto fiducioso che i rapporti tra Italia, Francia e Germania possano dare un contributo rilevante al rafforzamento dell’Unione europea”.

“Siamo solidali con l’Italia che ha fatto qualcosa di fantastico nell’accoglienza e nella registrazione dei migranti – ha detto la Merkel –. Ma dobbiamo affrontare tutti insieme la lotta alle migrazioni, parlare con i paesi per migliorare le loro prospettive economiche. L’Europa non può essere solo l’Europa dell’economia ma anche quella che affronta insieme tutte le sfide”. Mentre più in generale, la cancelliera ha sottolineato come tutti i paesi europei abbiamo “registrato una crescita”, elemento che dà “speranza. Ma dobbiamo fare di più ad esempio sul mercato unico digitale”, ha concluso.

Sulla stessa linea anche Macron che ha parlato della necessità di una “rifondazione europea”: “Vediamo cosa è stato fatto e le carenze che impongono all’eurozona di rivitalizzare il proprio progetto attraverso forme democratiche. Lasceremo ampio spazio a coloro che criticano l’Europa e lavoreremo insieme. Sulle migrazioni oggetto incontro, vorrei dare la mia solidarietà all’Italia - ha poi continuato -. Ci sono persone che combattono per la libertà che devono essere accolte in Europa e noi faremo la nostra parte in questa lotta. Ma non possiamo accogliere uomini e donne che per motivi economici vogliono venire a vivere nei nostri paesi. Non ricadono negli stessi diritti e negli stessi doveri sul piano morale E non cederò allo spirito di confusione imperante: abbiamo presentato oggi una proposta governativa per ridurre l’iter burocratico nei confronti dei riconoscimenti dei migranti. Abbiamo parlato delle cause crisi e spero che si possa dare una risposta organica. Porteremo anche varie azioni per prevenire flussi.