Non avere paura delle novità nell’ambito della mobilità, senza ricreare monopoli ed evitando chiusure alla concorrenza anche nel settore della tpl. Lo ha detto il presidente dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, Andrea Camanzi durante la presentazione del IV Rapporto annuale a Montecitorio. Il riferimento è in primis a Flixbus e a Uber che tante polemiche hanno suscitato in questi ultimi mesi. “Ci sono emendamenti in Parlamento che tendono a modificare quanto contenuto nella manovrina. Vale il principio che tutto ciò che è tecnologia va regolato in maniera positiva. Non dobbiamo avere paura del nuovo”, ha ammesso Camanzi riferendosi proprio ai Flixbus nel briefing precedente la relazione. “In esito ad una indagine conoscitiva - ha evidenziato - l’Autorità ha ritenuto che ogni residua configurazione di 'interesse pubblico' o 'nazionale' sia da considerarsi superata dalla attuale struttura molto competitiva del mercato, dalla modalità di fruizione del servizio e dalla disponibilità di piattaforme che facilitano l'incontro della domanda e dell'offerta. Conosciamo queste piattaforme, ormai attive ovunque in Europa”.

UBER – Su Uber, invece, “c'è stato un errore drammatico. Siamo stati confusi con quelli che volevano aprire a Uber indistintamente. La nostra visione è che le piattaforme tecnologiche che offrono servizi per la mobilità devono essere oggetto di una attenta, regolata e proporzionata regolamentazione. Si tratta di un'operazione di trasparenza. Non si devono ricreare monopoli, magari digitali”.

MOBILITÀ CHIAVE SVILUPPO – Il presidente dell’Art ha poi evidenziato come il grado di efficienza dei sistemi di mobilità sia “diventato l'indicatore chiave dello sviluppo di un paese e delle sue infrastrutture, nonché della sua capacità competitiva sui mercati globali, ivi compresi quelli dei capitali. Lo sviluppo della nuova industria della mobilità è legato a quello dell'energia e del digitale. Non è scontato che continuino ad essere gli attori tradizionali ad orientarne la crescita; nuovi operatori globali, attivi anche nella raccolta e gestione dei dati essenziali per i servizi di mobilità, sono già sulla scena. Banca Mondiale e Unione Europea – ha aggiunto – stimano che la mobilità costituisce oggi il più grande settore dell'economia in termini di occupazione e contribuzione al prodotto interno lordo, e con il più elevato potenziale di crescita".

TPL – “I mercati dei servizi di trasporto via terra sono oggetto di una forte dinamica competitiva – osserva Camanzi –. La scadenza dei contratti di servizio in essere nel trasporto via ferrovia e via strada fa nascere l'interesse di più operatori, anche nuovi entranti. E' questo un caso ricorrente nel trasporto pubblico locale. Occorre evitare chiusure all'ingresso sui mercati di concorrenti più efficienti, anche su un solo segmento o nicchia degli stessi. Imprese tradizionalmente attive in una sola modalità di trasporto integrano nelle proprie strategie industriali la diversificazione, manifestando interesse in mercati territorialmente contigui. Un esempio è dato dalla recente acquisizione di quote della metropolitana di Milano da parte del gruppo Fsi”. Con riferimento al trasporto pubblico locale non di linea, “riteniamo tuttora di piena attualità le proposte contenute nell’atto di segnalazione al Governo ed al Parlamento in materia di taxi, NCC e piattaforme tecnologiche per la mobilità del giugno 2015: materia questa sulla quale, su richiesta delle amministrazioni competenti, l’Autorità ha adottato numerosi pareri”.

ANAS-FS E ATLANTIA-ABERTIS – “Molte imprese hanno già integrato una visione globale nelle loro strategie di sviluppo e nelle scelte tecnologiche competitive. Operazioni come quelle annunciate tra il gruppo FS ed Anas e tra i gruppi Atlantia e Abertis vanno in questa direzione. Esse sono da sostenere fintanto che mantengono i mercati aperti anche a nuovi operatori e creano opportunità per servizi di mobilità più avanzati, resi oggi possibili anche dall'upgrading tecnologico delle infrastrutture”.