Grazie all’iniziativa congiunta del Csm della Scuola Superiore della Magistratura oggi si sono confrontati sul tema del “contrasto alle agromafie e degli strumenti normativi e delle tecniche di indagine” esponenti della magistratura, delle forze dell’ordine e delle Istituzioni, nell’ottica di una sempre maggiore sinergia nel contrasto al fenomeno. L’incontro è stato aperto dal Presidente della Sesta Commissione consiliare Ercole Aprile che ha introdotto “il tema del contrasto ai fenomeni criminali che si manifestano nelle attività e nella produzione agricola attraverso la compressione dei diritti dei lavoratori, la violazione del diritto alla salubrità dell’ambiente ed alla salute dei consumatori” e ha sottolineato che “non basta un approccio interdisciplinare, serve il coinvolgimento di tutte le istituzioni, perché il solo strumento della repressione penale non è sufficiente”. Nel corso della tavola rotonda il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina ha sottolineato che gli effetti della legge contro il caporalato "si stanno vedendo e che in tanti territori l'attività inquirente ha avuto una svolta. Ora bisogna vedere come migliorarla" e ha aperto “alla massima interazione" tra le istituzioni, per un "lavoro concertato" che serva a "fare bene l'attività di contrasto".



Per il vice Presidente del Csm Giovanni Legnini “la lotta alle agromafie e l'impegno per la sicurezza alimentare contro ogni forma di frode costituiscono una priorità per il Paese e per la giurisdizione". Il Vice Presidente Legnini ha evidenziato “l’importanza del confronto e dell'attività di formazione come metodo giusto per rendere efficace la risposta giudiziaria a un fenomeno che cresce: quello della penetrazione delle organizzazioni criminali nel settore alimentare". Al dibattito ha partecipato anche il Presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo e il già Procuratore di Lecce Cataldo Motta. Il Consigliere Antonio Ardituro, che ha coordinato la sessione dedicata “al ruolo delle forze di polizia e della cooperazione internazionale nel contrasto alle agromafie” ha sottolineato “come il tema delle risorse umane e materiali sia fondamentale nel contrasto alle ecomafie” e ha parlato “della necessità di implementare la rappresentanza italiana a Eurojust, che oggi deve far fronte ad una quantità di casi e di interventi straordinariamente maggiore rispetto al passato”. Inoltre Ardituro “ha voluto sottolineare ancora una volta il valore del coordinamento investigativo, della collaborazione e dello scambio di informazioni, come linea culturale e politica che il CSM sta portando avanti in più di una delibera”.



La vice presidente della Sesta Commissione Paola Balducci ha posto l’accento sulla tutela agroalimentare e dei consumatori, che “non può intervenire solo con i marchi di qualità e con le etichettatura ma deve passare attraverso un complesso restyling del sistema penale”. “L'incontro di oggi, ha concluso la Consigliera Balducci, conferma l'impegno di tutte le Istituzioni a dotare il nostro Paese di strumenti normativi ed operativi sempre più efficaci. Auspico che l'intervento del legislatore arrivi in tempi brevi per colmare quelle lacune su cui la magistratura è costretta sempre più spesso ad intervenire”. Il membro italiano di Eurojust Filippo Spiezia commentando la firma odierna del ministro Orlando al decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/41/UE sull’ordine europeo d’indagine ha parlato di “un importante strumento che porta al superamento del meccanismo delle rogatorie attraverso un nuovo strumento di acquisizione transfrontaliera della prova, basato sul principio del mutuo riconoscimento che presuppone fiducia e armonizzazione degli ordinamenti. Due ambiti dove c’è ancora tantissimo da lavorare, investendo sia sulla formazione della magistratura italiana e straniera, sia sulla capacità di interlocuzione con le autorità e sulla risoluzione di problemi  di coordinamento rispetto ai quali Eurojust è pronta a dare tutto il supporto”. La seconda sessione sul "contrasto allo sfruttamento della mano d'opera quale momento essenziale del contrasto alle agromafie" è stata coordinata dal Componente del Comitato Direttivo della Scuola Superiore della Magistratura, Guglielmo Leo.