"Ha trionfato la verità" per Pino Galati. Il GIP DDA presso il Tribunale di Reggio Calabria, Dott. Domenico Santoro, ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura distrettuale reggina nei confronti dell’onorevole Giuseppe Galati in relazione all’imputazione di corruzione aggravata, elevata nell’ambito del procedimento penale denominato “operazione Alchemia”. “Finalmente - osserva Galati - ha trionfato la verità e la giustizia! Mi sono astenuto fono ad oggi da qualsiasi dichiarazione per il rispetto dovuto nei riguardi della Magistratura, ma in virtù di quello stesso rispetto che nutro per i cittadini e gli elettori sento il dovere, dopo l’archiviazione della mia posizione nell’ambito del procedimento denominato ‘operazione Alchemia’, di fare alcune considerazioni. Proprio un anno fa, ad agosto del 2016, avevo dichiarato a mezzo stampa e fornito, tramite i miei avvocati, elementi probatori che attestavano la mia assoluta estraneità ai fatti per i quali la Magistratura, dopo un lungo periodo, ha chiesto l’archiviazione.

La tesi accusatoria sosteneva erroneamente la mia presenza a dei presunti incontri nella città di Reggio Calabria, tesi smantellata dai fatti in quanto in quel preciso istante ero impegnato a Roma per lavori e votazioni che si svolgevano all’interno della Camera dei Deputati. Trovo francamente eccessivo, alla luce delle tempestive prove fornite dai miei legali, che non si sia arrivati in tempi più rapidi al felice epilogo di questa vicenda anche perché la Camera dei Deputati aveva da tempo introdotto un sistema elettronico di votazione basato sulla rilevazione biometrica dei punti caratteristici della dita della mano (cd. ‘minuzie’), che garantiva e rendeva certa l’espressione del voto e la presenza in aula di ogni deputato. Era stata, quindi, subito dimostrata la mia totale estraneità ai fatti contestati, ma solo oggi gli stessi Magistrati che erano presenti all’inizio del procedimento penale ne hanno chiesto l’archiviazione.

Non nascondo la soddisfazione - prosegue Galati - per l’epilogo inevitabile del procedimento a mio carico, dando atto alla Procura di aver valutato positivamente le prove fornite dai miei legali, ma anche tanta amarezza per aver dovuto sopportare accuse completamente infondate. Non è la prima volta che sono vittima di forzature mediatiche e giudiziarie, che a questo punto, devo amaramente constatare, colpiscono alcuni e coprono altri, utili ad alimentare populismo, giustizialismo e processi sulla stampa. Evidentemente l’essere sempre in prima linea per affrontare i problemi del mio territorio genera insofferenze e malumori. Il dato è palese: non sono il politico degli incontri di Reggio Calabria; è evidente che si tratta, presumibilmente, di altro rappresentante delle istituzioni visto che la ricostruzione dei fatti rimane confermata nella tesi accusatoria formulata per i rinviati a giudizio. Cambiano gli attori ma non la sostanza degli accadimenti e sono sicuro, avendo piena fiducia nella giustizia, che presto verrà individuata la persona oggetto dei famosi incontri evitando, così, di insinuare nell’opinione pubblica l’eventualità che la mia persona sia stata strumentalizzata o il dubbio che qualche altro politico sia stato coperto”. “Ringrazio – conclude l’On. Galati - i miei avvocati, la mia famiglia e sono sicuro che i miei elettori hanno sempre avuto la consapevolezza di avere a che fare con una persona perbene”.