Fallita l’impresa di accreditarsi come massimo esperto in cyber security e con questo attestato vedersi collocato a Palazzo Chigi, come responsabile del settore sotto la presidenza dell’amico Matteo Renzi, Marco Carrai si ripiglia le azioni (dicono con buon margine di risultato) ed esce dall’azionariato di Aicom, società di ingegneria fondata da Mauro Tanzi nel 1990. Aicom si occupava di cyber security quando pochi ne conoscevano le potenzialità, ciò gli ha permesso di mettere a punto un ambizioso progetto di crescita nell’ambito delle infrastrutture critiche, dell’ambiente e della security. Solida formazione in Finmeccanica, dove ha ricoperto ruoli di presidente ed amministratore delegato nelle società di gestione di importanti assets immobiliari derivanti dal progetto nazionale di dismissione degli zuccherifici, Mauro Tanzi si fece apprezzare guidando rilevanti progetti di conversione immobiliare e di start‐ up di impianti di produzione energetica a biomasse agricole. Lascia Finmeccanica proprio per realizzare attraverso Aicom la sua idea di “ingegneria” applicata alla sicurezza informatica e a quella ambientale. I fatti gli danno ragione visto che l’azienda raggiunge rapidamente un consolidato di 10 milioni, diventando fornitrice dei più importanti gruppi industriali italiani. In Aicom lavorano 70 persone, per lo più ingegneri, distribuite fra le varie sedi operative ma Tanzi sperimenta con successo anche il coinvolgimento del suo staff nell’azionariato dell’azienda. Attualmente AIFIN, società della famiglia Tanzi, detiene l’80% del capitale di Aicom, la parte residua è suddivisa fra i manager. E’ nel 2014, vale a dire quando il “Giglio magico” ha quasi completato la sua “marcia su Roma”, che Marco Carrai getta l’occhio in Aicom e riesce a rilevarne una quota. Lo fa attraverso la CARFIN, società che gli appartiene in comunione con il fratello Stefano. Un quota marginale, il 5% del capitale, tuttavia bastevole per destinare un posto a Stefano Carrai nel cda.

Puntando a meglio posizionarsi nel campo della security, e quindi volendo integrare le competenze di security fisica con quella logica, nel 2015 Aicom lavora alla costituzione della società CYS4 spa: 52% di AICOM spa, 48% suddiviso fra CMC (società di consulenza di Marco Carrai, Sica, Giaroli, Bernabè,...), Leonardo Bellodi e un consulente israeliano. La società non è mai decollata operativamente, svolgendo solo piccole attività di penetration test in ambito bancario. Un dato che spinge AICOM a ricedere integralmente la sua partecipazione di controllo a CMC nel luglio 2016. Coincidenza vuole che l’entrata, e l’uscita, dei Carrai dagli orizzonti industriali di Aicom si ritrovano a essere perfettamente sovrapponibili all’arco temporale nel quale si consuma il tentativo di Matteo Renzi di insediare a Palazzo Chigi il fido Marco Carrai perché si occupi di… cyber security. Ma questa è un’altra storia, che Aifin si lascia rapidamente, e con soddisfazione, alle spalle, ricomprandosi quel 5% che appena due anni prima aveva ceduto a CARFIN, che quindi è oggi totalmente fuori dall’azionariato di AICOM. Anche Stefano Carrai è uscito da tempo dal Consiglio. Un fallito matrimonio che tuttavia non vede lacrimante Aicom. La società sta conoscendo una nuova primavera, impegnata in un progetto industriale di crescita dimensionale e diversificazione tecnologica di ampio respiro. Anche nel settore della cyber security, dove la operatività è garantita dal recente acquisto della quota di controllo di MEDIASERVICE, società torinese presente sul mercato da oltre 15 anni.