“Occorre dare vita ad azioni coordinate che permettano di rispondere alla globalizzazione della criminalità con la globalizzazione della legalità. In altri termini, per reagire alla crescente internazionalizzazione delle reti delle mafie, del terrore e dell'economia illegale, gli Stati devono impegnarsi a superare forme cooperative obsolete, meccanismi farraginosi e ostacoli di carattere politico”. Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso presentando nella sala Zuccari di palazzo Giustiniani “El Paccto”, il programma Europa-America Latina di assistenza contro il crimine organizzato per lo Stato di diritto e la sicurezza del cittadino. “Le gravissime fratture geopolitiche e la dissoluzione di strutture politiche e istituzionali che caratterizzano il nostro tempo – ha evidenziato la seconda carica dello Stato - hanno determinato vuoti che sono stati spesso colmati da poteri informali, criminali e terroristici, generando o accentuando l'emersione di fenomeni globali capaci di influenzare la stabilità degli Stati, la democrazia, l'economia e la finanza, i diritti delle persone, l'ordine mondiale. Penso alla criminalità organizzata transnazionale, al terrorismo internazionale e all'economia criminale generata dalla vasta area dell'illecito, in cui rientrano a titolo di esempio anche corruzione, evasione e riciclaggio. Il carattere di tali fenomeni, che non sono controllabili dai singoli Stati, impone un'azione della comunità internazionale a diversi livelli”.

“Personalmente sono sempre stato convinto della necessità di guardare a questi fenomeni anche attraverso la lente della geopolitica e delle relazioni internazionali – spiega Grasso -. Per questo, nella prospettiva della globalizzazione della legalità, nella mia precedente esperienza di magistrato e di Procuratore nazionale antimafia, ispirandomi alle profetiche intuizioni di Giovanni Falcone, mi sono dedicato con convinzione ad implementare una rete di cooperazione internazionale per rafforzare l'azione giudiziaria, ed in particolare il ruolo della magistratura inquirente. Ho partecipato personalmente all'attivazione di progetti sovranazionali di contrasto al crimine, alla corruzione, all'economia illegale, fondati sulla condivisione di norme e di strumenti operativi, sulla realizzazione di programmi comuni di formazione e sullo scambio di informazioni e elementi di indagine”.

Ricorda il presidente del Senato: “Ho sottoscritto accordi di collaborazione con le massime autorità giudiziarie di decine di paesi del mondo, dai Balcani all'America Latina: una sorta di ‘diplomazia penale’ che ha però avuto fortuna diversa, in relazione alle occasioni di cooperazione che si sono di fatto presentate nel corso di indagini a respiro transnazionale. In molti casi i protocolli di cooperazione hanno persino anticipato accordi governativi costitutivi di obblighi giuridicamente vincolanti in tema di estradizione e mutua assistenza. In altri casi – ha aggiunto Grasso -, lo scambio informativo fra uffici giudiziari, rapido, essenziale e orientato a precisi obiettivi, ha certamente favorito lo sviluppo delle indagini; mentre la circolazione di idee e proposte investigative, oltre che di taluni specifici strumenti giuridici, ha permesso anche di far conoscere l'avanzato sistema italiano di contrasto alla criminalità organizzata, in tema soprattutto di aggressione ai patrimoni illeciti, di tecniche investigative, di protezione dei testimoni e dei collaboratori di giustizia”.