Dopo la sentenza del Tar, che ha confermato la validità dell' ordinanza di Torino sul gioco d'azzardo, i consiglieri regionali del M5S, Giorgio Bertola e Davide Bono, chiedono alla Regione Piemonte di attivarsi per approvare in giunta il piano di contrasto all'azzardo patologico. Il piano integrato regionale - hanno spiegato i consiglieri M5S in conferenza stampa - doveva essere approvato in 90 giorni dall'approvazione della legge ( n. 9 del 2016) che ha introdotto distanze dai luoghi sensibili , limitazione di orari di almeno tre ore al giorno e il divieto di pubblicità. Una "buona legge", osservan, ma che rischia di restare "azzoppata" perché non non c'è ancora il piano per il contrasto al gioco d'azzardo patologico. Manca ancora, inoltre, il previsto marchio regionale 'No Slot', che era da realizzare entro 60 giorni dall'approvazione dalla legge. Il M5s ha provato ha fare un marchio "come esempio" per risparmiare i 30 mila euro previsti dal bando, facendo invece un concorso fra gli studenti di materie artistiche e di design. Un modo - hanno osservato - per parlare del contrasto alla ludopatia nelle scuole. In Piemonte, hanno ricordato, "il gioco d'azzardo è una vera e propria piaga sociale": la raccolta media ammonta a 3,7 miliardi l'anno, 847 euro per abitante, che diventano 1014 considerando solo la popolazione sopra i 18 anni. Tra le province quella di Alessandria ha il maggior numero di slot e la maggior spesa per giocatore.