L’incendio iniziato mercoledì scorso nell’oasi di Astroni ancora non è domato: il tesoro di natura custodito nel cratere continua a bruciare. Dopo giorni di fuoco e di tentativi di spegnimenti le fiamme hanno divorato più di un terzo della Riserva ed in particolare la parte più alta, che è caratterizzata da macchia mediterranea e da un’importante lecceta. L’aggiornamento arriva direttamente dall’ufficio stampa del WWF Italia. Adesso le fiamme si stanno pericolosamente avvicinando verso la parte bassa del cratere – hanno spiegato - che è anche l’area più pregiata, che si trova man mano che si scende verso il fondo del crarere, dove è presente anche un lago. Nel cratere, infatti, la distribuzione altitudinale della vegetazione si presenta invertita (inversione vegetazionale) rispetto a quanto avviene normalmente: risalendo dal fondo verso la sommità del cratere l’umidità diminuisce sensibilmente, dando origine a condizioni di aridità che consentono lo sviluppo della macchia mediterranea dominata da leccio, mirto, lentisco, fillirea, ginestra e alaterno. A differenza di ieri quando sono stati impiegati un canadair e un elicottero pesante oggi, a causa dell’indisponibilità di velivoli, sulla riserva sta operando solo un elicottero più piccolo che non riesce a fare interventi risolutivi sull’incendio. È stato quindi richiesto nuovamente l’invio almeno di un canadair.