“Un’indagine fatta di prove, non di gravi indizi di colpevolezza. Un’indagine corroborata da documenti inoppugnabili”. Cosi’ il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri definisce l’operazione ‘Stop and go’, che lunedi’ mattina ha portato a due misure cautelari ai domiciliari e 7 misure interdittive nei confronti di dirigenti e funzionari dell’Asp di Catanzaro, indagati per concorso in peculato e favoreggiamento personale. “Sono stati rubati fondi destinati all’assistenza domiciliare agli anziani – prosegue Gratteri –, rubati in modo scientifico e cinico soldi destinati agli anziani, addirittura uno degli indagati con questi fondi ha portato tutta la famiglia in Spagna a villeggiare. Si tratta delle tasse della gente, di fondi europei destinati a migliorare la qualita’ della vita di malati anziani a casa, persone bisognose che non avevano i soldi per curarsi. E chi ha rubato così deve andare in carcere, non agli arresti domiciliari”, conclude il procuratore. Piu’ miti sono state invece le disposizioni del gip Barbara Saccà rispetto alle richieste della Procura che aveva invocato tre arresti in carcere e tre ai domiciliari. Una decisione, quella del gip, rispetto alla quale l’ufficio di procura valuterà gli interventi da prendere, alla luce anche degli interrogatori che ci saranno nei prossimi giorni.