Siglato questa mattina l’accordo quadro di cooperazione scientifica fra la Segreteria dell’Istruzione superiore, scienza, tecnologia e innovazione dell’Ecuador (Senescyt) e il Consiglio nazionale delle ricerche italiano (Cnr). L’accordo rende possibile una serie di interazioni bilaterali su temi di grande rilevanza e attualità e in questo ambito il Cnr e Senescyt intendono promuovere e sostenere la cooperazione fra scienziati qualificati provenienti da entrambe le istituzioni, sviluppando progetti di comune interesse e lavoro scientifico congiunto. La collaborazione, inoltre, potrà estrinsecarsi in workshop, conferenze, seminari, scambi di studio, in particolare nelle aree delle scienze biomediche, clima, tecnologia dei materiali, territorio e ambiente, controllo dell'inquinamento, ingegneria, energia, trasporti, scienze umane e patrimonio culturale, bio e agro-industria, risorse agrarie e agroalimentare, sicurezza sismica, infrastrutture e industrializzazione. Alla cerimonia, tenutasi presso la sede del Cnr a Roma, hanno partecipato, fra gli altri, l’ambasciatore dell’Ecuador in Italia, Juan Holguín Flores, e il presidente del Cnr, professore Massimo Inguscio (che ha siglato l’accordo per il Cnr). Si tratta di una firma – ha commentato Inguscio – “non di convenienza, ma molto importante” nel campo della scienza e della tecnologia che vuole dare una autentica strategia ai rapporti bilaterali.

Inguscio si è augurato che le attività che rientreranno nell’accordo di cooperazione possano essere di arricchimento per entrambi i Paesi e che sia possibile costruire una vera e propria “avventura” per “lo sviluppo e il benessere dei cittadini nei campi più svariati”, come per esempio il clima e le variazioni climatiche, temi nei quali il Cnr “crede moltissimo”. A questo proposito, Inguscio ha ricordato il recente incontro del presidente degli Stati Uniti Donald Trump con Papa Francesco. In quell’occasione, il Pontefice ha donato a Trump il suo scritto sul clima: ciò – ha ricordato il presidente del Cnr – “sottolinea l’importanza che noi tutti diamo alla salute del pianeta”. Su un argomento tanto cruciale per i nostri tempi, l’Italia e l’Ecuador – ha ricordato Inguscio – “possono svolgere un ruolo d’impatto importante”. Da questo accordo l’Ecuador “può aspettarsi da noi alta tecnologia”, ma non si tratta di una strada a senso unico perché – ha proseguito Inguscio – esistono cose “più utili e concrete” che l’Italia può apprendere dall’Ecuador. Inoltre, l’accordo – ha spiegato – ha anche un “significato politico” in base al quale “riteniamo che scienza e ricerca siano il motore che manda avanti lo sviluppo economico e che lavora per il benessere dei cittadini” negli ambiti più vari.

Inguscio ha espresso “grande soddisfazione” per l’accordo, che ha definito una “bella opportunità”. Il presidente ha sottolineato la disponibilità del Cnr a contribuire alla definizione di una strategia organizzativa che veda coinvolti entrambi i Paesi in modo da identificare al più presto i punti più rilevanti sui quali focalizzare l’attenzione: “Fare approfondimenti per capire come e dove vogliamo interagire, magari anche attraverso scambi di ricercatori”, strutturando al meglio le opportunità per un proficuo “interscambio a livello di ricerca scientifica”. Secondo Riccardo Pietrabissa del Consiglio Scientifico del Cnr, fra i temi di potenziale interesse bilaterale da identificare per le attività che scaturiranno dall’accordo c’è il mare (una “risorsa fondamentale per la pesca, il clima e l’energia”) sicurezza sismica (in particolare sulle zone costiere), agroalimentare, infrastrutture, industrializzazione. Nel quadro dell’accordo sarà possibile attivarsi sul tema dell’alta formazione finalizzato alla ricerca, disegnando progetti di sviluppo per scienziati e ricercatori e individuando un gruppo di persone che sappiano “studiare un punto di partenza” dal quale “cominciare a lavorare e progredire”.