E' prevista per oggi la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Brescia per Massimiliano Bossetti. I giudici si sono riuniti in camera di consiglio, dopo le dichiarazioni spontanee di Bossetti, per emettere il verdetto sull'imputato, già condannato in primo grado all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio. Il presidente della corte Enrico Fischetti non ha dato tempi per la decisione: "Non abbiamo limiti", ha detto in aula. Sarà lui a leggere il verdetto: conferma della sentenza di 'fine pena mai', riforma parziale del primo grado - l'accusa chiede l'ergastolo con isolamento diurno per sei mesi -, assoluzione oppure perizia sul Dna, la traccia mista trovata su slip e leggings della 13enne attribuita a Ignoto 1 poi identificato in Bossetti. L'imputato è accusato di omicidio pluriaggravato e di calunnia nei confronti di un collega su cui avrebbe cercato di indirizzare le indagini.

"Questo è il più grave errore giudiziario di questo secolo". Sono le parole con cui Massimo Bossetti ha concluso le dichiarazioni spontanee rese in aula. Il muratore di Mapello ha preso la parola davanti ai giudici alle 8.45: ha letto un testo preparato coi suoi avvocati per ribadire la propria innocenza e chiedere giustizia. "Quel Dna non mi appartiene. Non sono io l'assassino", ha detto Bossetti, chiedendo alla Corte di fare nuove verifiche, perché - ha sostenuto- "il vero o i veri assassini di Yara sono in giro e stanno ridendo di me e della giustizia".

L'imputato - che nel corso del suo intervento è stato richiamato due volte dal presidente della Corte, Enrico Fischetti, con un esplicito invito a terminare - ha ripercorso la vicenda proclamandosi vittima di un gravissimo errore giudiziario. "Non sono io l'assassino, mettetevelo in mente. La violenza non fa per me. Chi ha ucciso Yara è un pazzo, un sadico, e io non lo sono. Perché - ha chiesto - non è mai stata fatta una perizia psichiatrica su di me? Dimostrerebbe che non sono niente di tutto questo". Bossetti ha anche rivolto un pensiero alla vittima dell'omicidio. "Yara è l'unica vittima di questa immane tragedia. Poteva essere mia figlia o la figlia di tutti voi. Aveva davanti una vita e tanti sogni da realizzare. Neppure un animale - ha detto Bossetti - meriterebbe una fine così, tanto dolore, tanto accanimento, tanto sadismo. Non oso immaginare il dolore dei familiari di Yara". Poi ha parlato della sua famiglia:"Quando i miei figli vengono a trovarmi mi chiedono: papà, quando torni a casa? Non c'è un altra porta per uscire? Ai miei figli dico: non uscirò da un'altra porta: uscirò a testa alta dallo stesso, immenso portone da cui sono entrato".