Se prima l'ordine di scuderia al Senato era quello di non presentare emendamenti soppressivi all'articolo 2 comma 3 del Dl Mezzogiorno che estendeva ai consorzi agrari la mutualità prevalente, ora sembra che il diktat sia quello che deve passare a tutti i costi. E verrebbe direttamente da via Venti Settembre. Ieri in serata è stato riformulato per la seconda volta l'emendamento 'correttivo' dei relatori che di fatto, anche questa volta non corregge nulla.

Ecco come:

Oggetto: Riformulazione c.3 , art. 2 DL meridione

 

VERSIONE ATTUALE DELL’ARTICOLO 2 COMMA 3

Le attività di cui ai commi 1 e 2 possono essere svolte dai consorzi agrari anche mediante la partecipazione a società di capitali in cui i consorzi dispongano della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria. Le attività esercitate dalle predette società partecipate a favore dei soci dei consorzi agrari che ne detengono la partecipazione hanno natura mutualistica ad ogni effetto di legge.

 

PROPOSTA DI RIFORMULAZIONE 

Il secondo periodo dell’articolo 2 comma 3 è sostituito dal seguente:

«Le attività delle predette società, se esercitate a favore dei soci dei consorzi agrari che ne detengono la partecipazione, sono svolte nel rispetto degli scopi e delle finalità mutualistiche dei consorzi».

L’articolo 3 comma 2, così come riformulato con l’emendamento proposto, ha come finalità quella di estendere espressamente ai consorzi agrari la possibilità di partecipare a società di capitali, ciò che è già previsto per le cooperative (si veda la legge 72/1983). Una estensione ritenuta necessaria in considerazione della rilevante funzione pubblica e sociale propria dei consorzi e della constatata situazione di difficoltà finanziaria e di funzionamento in cui molti di essi versano. Nel disporre l’estensione, il legislatore pone contestualmente un limite nel “come” tale partecipazione societaria debba declinarsi a favore dei soci: limite individuato nel doveroso rispetto della finalità mutualistica che dunque, in base a questa disposizione di principio, non è “tradita” dalla partecipazione alla società strumentale.  

Insomma, in un modo o nell'altro deve passare. Questo nonostante in Senato ci sia maretta sulla questione che tocca due punti delicati: quello dei consorzi (in debito di circa un miliardo di euro) e quello della mutualità prevalente (destinata alle cooperative che non dividono gli utili).

La riformulazione lascia intendere che se non passa l'articolo, i consorzi potrebbero andare in default : "constatata situazione di difficoltà finanziaria e di funzionamento in cui molti di essi versano". Ripetendo quando successo negli anni Novanta con il crack Federconsorzi.

Per saperne di più:

DL MEZZOGIORNO, DA RELATORI OK A “MODIFICA” SU CONSORZI. E A PALAZZO CHIGI SI PENSA GIA’ A NUOVE RISORSE IN FINANZIARIA. MA C’E’ CHI E’ PRONTO A FARE RICORSO

I relatori del Dl Mezzogiorno hanno firmato le modifiche decise ieri sera in commissione Bilancio del Senato sull’estensione della mutualità prevalente ai consorzi agrari. Misura prevista all’articolo 2, comma 3 del testo. Sembra che la partita sia chiusa dunque: i consorzi potranno usufruire di questa condizione nonostante la mutualità prevalente sia prevista per le cooperative che non dividono gli utili, cosa che invece fanno i consorzi, che sono società a capitale.

Se inizialmente l’ordine di scuderia, a Palazzo Madama, era quello di non presentare emendamenti soppressivi dell’articolo in questione, Palazzo Chigi nell’ultimo Cdm ha ‘blindato’ il testo autorizzando preventivamente la fiducia sul testo che sarebbe uscito dalle commissioni.

La conclusione di un’operazione che sembra fatta a tavolino ma che, da quanto si apprende da fonti governative, sembra essere solo l’inizio. Infatti, sembra che sia sempre intenzione dell’Esecutivo, presentare nel corso della prossima Finanziaria (l’ultima di questo governo) una misura che veicolo in qualche modo le risorse ai consorzi.

Ci si prova da anni. Il ‘buco’ da colmare è profondo: si tratta di – bilanci alla mano – circa 989 milioni di euro di debito per interessi bancari annui di circa 20 milioni di euro. Ma sempre da quanto apprende AGRICOLAE, ci sarebbe chi è pronto a fare ricorso. Ocm docet.

Qui di seguito per saperne di più:

DL MEZZOGIORNO, COMM BILANCIO SENATO PARTORISCE TOPOLINO: E SU CONSORZI AGRARI NON CAMBIA NULLA. ECCO LA MODIFICA

Poche parole: "nel rispetto degli scopi e delle finalità mutualistiche dei consorzi". Questa è la modifica che ha partorito la riunione appena finita in commissione Bilancio del Senato sull'impasse che si sta verificando sul DL Mezzogiorno all'articolo due comma tre che prevede l'estensione della mutualità prevalente ai consorzi agrari. Praticamente non cambia nulla. E il paradosso giuridico che estende quanto previsto per le cooperative (che non dividono gli utili) alle società a capitale (che invece dividono i gli utili) sembra persistere. Qui di seguito la modifica:

TESTO ORIGINARIO:
L'attività esercitate dalle predette società partecipate a favore dei soci e dei consorzi agrari che ne detengono la partecipazione hanno natura mutualistica ad ogni effetto di legge 

TESTO MODIFICATO
Il secondo periodo dell'articolo due comma tre è sostituito dal seguente: le attività che le predette società esercitano a favore dei soci dei consorzi agrari che ne detengono la partecipazione sono svolte nel rispetto degli scopi e delle finalità mutualistiche dei consorzi

DL MEZZOGIORNO, AL SENATO ORDINE DI SCUDERIA: NON PRESENTATE EMENDAMENTI CONTRO ESTENSIONE MUTUALITÀ CONSORZI AGRARI. MA C’E’ CHI LO FA. ECCOLI ED ECCO LE MOTIVAZIONI

DL MEZZOGIORNO, CDM AUTORIZZA FIDUCIA SU TESTO. IN GIOCO ESTENSIONE MUTUALITA PREVALENTE CONSORZI. MA PRIMA L’ESAME IN COMMISSIONI

DL MEZZOGIORNO, ECCO IL TESTO. ALLARGATA NOZIONE SOCIETA STRUMENTALE. CONSORZI AGRARI ORA NON POSSONO PIU FALLIRE

All’articolo 3 del Dl Mezzogiorno si parla nuovamente di consorzi agrari – che partecipano come soggetti nella filiera - con l’obiettivo di rafforzare i contratti di filiera e promuovere filiere italiane nella produzione di grano e olio. Seguendo il trend dettato dal fondo grano istituito all’epoca della crisi del prezzo e delle speculazioni.

Nello specifico, l’art. 3, c.3, del Dl Mezzogiorno bis, approvato dal CdM e di prossima pubblicazione in G.U., modifica la disciplina dei consorzi agrari e stabilisce che i consorzi possono svolgere la propria attività “anche mediante la partecipazione a società di capitali in cui i consorzi dispongano della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria” e che “le attività esercitate dalle predette società partecipate a favore dei soci dei consorzi agrari che ne detengono la partecipazione hanno natura mutualistica ad ogni effetto di legge”.

Sembra evidente, data la formulazione letterale, che la disposizione risponda a problemi interpretativi o applicativi “specifici”, molto probabilmente occasionati da un’ispezione.

Quanto al probabile significato giuridico della norma, sembra siano da escludere gli effetti tributari quali l’applicazione alle società strumentali non cooperative del regime fiscale tipico delle cooperative. Tale regime, infatti, presuppone l’applicazione di istituti giuridici peculiari delle cooperative (ad es. le riserve indivisibili) non rinvenibili nell’ordinamento delle società strumentali non aventi forma cooperativa.

Neppure dovrebbe avere incidenza sulla disciplina della mutualità, come noto godendo i consorzi agrari della cd “mutualità prevalente di diritto”: in altri termini i consorzi agrari sono considerati a mutualità prevalente pur avendo nei fatti una mutualità prossima allo zero virgola.

Sembrerebbe potersi altresì escludere che la norma abbia lo scopo di rendere lecita la creazione di società strumentali, perché non risulta che tale possibilità sia in astratto vietata.

È invece probabile che la disposizione intenda allargare la nozione di società “strumentale”, considerando coerente con la struttura mutualistica del consorzio e lecita anche l’attività della società strumentale che non renda servizi al consorzio ma anche direttamente ai consorziati.

Insomma, sembra non sia la replica di quanto presentato negli anni scorsi da alcuni deputati e senatori per trasferire in toto il concetto di mutualità prevalente ai consorzi agrari. Ma ora non possono più fallire a causa dell’estensione della norma adottata finora dalle cooperative.

Si aspetta ora che il DL Mezzogiorno arrivi in aula. Si lavorerà – da quanto apprende AGRICOLAE – in sinergia con la Camera. I lavori dovrebbero partire dal Senato ma i senatori dovranno prendere accordi con i ‘colleghi’ di Montecitorio competenti in materia.

L'inchiesta:

FEDERCONSORZI, BILANCI ALLA MANO I NUMERI DEI ‘GRANDI’: 989,3 MLN DI DEBITO E 20 MLN DI EURO DI INTERESSI PASSIVI ANNUI