“È destituita di ogni fondamento” la notizia secondo cui Acea avrebbe intenzione di proporre uno slittamento nello stop alla captazione dal lago di Bracciano dal 28 luglio al 1 agosto. Lo ha precisato la stessa azienda comunale nel giorno in cui è previsto il vertice in Campidoglio sull’emergenza idrica nella Capitale. L’incontro tra Acea e la Regione Lazio è stato convocato dalla sindaca Virginia Raggi. Sul tavolo le ipotesi per scongiurare il razionamento dell’acqua. Mentre il Vaticano chiude tutte le sue fontane come misura per risparmiare acqua. A fronteggiarsi nella trattativa sono appunto i tecnici della Regione e Acea, la multiutility della quale il Comune di Roma è socio al 51 per cento. Contro la decisione di chiudere i rubinetti a scaglione per otto ore a circa 1,5 milioni di romani si è scagliata la sindaca di Roma in un forum su Messaggero tv, rispondendo a una domanda sull'emergenza siccità nella Capitale. “Bisogna trovare delle risorse e delle soluzioni concrete immediatamente, nel breve, medio o lungo periodo. Da questo punto di vista posso dire da un lato che è inaccettabile che oltre 1,5 milioni di romani rimangano senz'acqua - ha sottolineato -. Dall'altro devo comunque notare che immediatamente all'indomani del cambio di governance di Acea c'è stata un'inversione di tendenza: si è immediatamente fatto un investimento sulle reti e ridotta la captazione dal lago di Bracciano di oltre 600 litri al secondo. Sono state messe in campo delle misure ma c'è ancora da lavorare”. Non ci sta a passare per “cattivo”, invece, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che nel corso di un'intervista con la Tgr del Lazio, ha spiegato i motivi dello stop al prelievo di acqua dal lago di Bracciano: “La sospensione della captazione non è stata una scelta, è stato un obbligo, perché il livello era troppo basso, questo può generare una catastrofe ambientale. E' previsto un limite, e questo limite è stato superato e di molto. Se è vero che veniva prelevato solo 1 millimetro al giorno dire ora che bisogna bloccare l'acqua per 8 ore a tutti i romani, o a gran parte di loro, credo sia una esagerazione - ha proseguito -. Io non ho mai fatto e non farò mai polemiche, soprattutto su temi così delicati, ma chiedo ad Acea, che è l'ente gestore, di formalizzare una proposta alternativa. Noi faremo di tutto per collaborare - ha concluso -, compresa la captazione da altre fonti per garantire il servizio idrico a tutta la città. Credo che anche il Governo, che sta valutando lo stato di emergenza, farà la stessa cosa. Ora è il tempo di trovare una soluzione, dialogando e parlando credo che si possa trovare”. La Regione è comunque al lavoro per scongiurare tale chiusura. L’ipotesi è quella di innalzare i prelievi dalle altre quattro fonti che forniscono la Capitale. In attesa dell'esodo estivo e dunque del calo del consumo e magari dell'arrivo delle precipitazioni. Si attende ora la risposta di Acea.

Ma le premesse non sono positive considerando un'intervista rilasciata dal numero uno della società. "A Roma non ci sarebbe alcuna emergenza idrica, la città non correrebbe alcun rischio siccità" e l'ordinanza con cui la Regione Lazio vieta all'Acea di approvvigionarsi nelle acque del lago di Bracciano dal 28 luglio è "un atto illegittimo, abnorme e sostanzialmente inutile rispetto all'obiettivo di tutela del lago". Lo dice al Corriere della Sera l'ingegnere Paolo Saccani, presidente di Acea Ato2. Acea, spiega, non sta prosciugando il lago di Bracciano: il prelievo "attualmente è inferiore ai 1.100 litri al secondo: noi siamo responsabili di un calo del livello delle acque solo di 1,54 millimetri al giorno, il resto, circa 8 millimetri, è dovuto all'evaporazione per il caldo e probabilmente anche ai moltissimi prelievi abusivi per pozzi privati. Con questa ordinanza la Regione dice di voler tutelare il lago ma il livello continuerà a scendere anche dopo aver bloccato le nostre captazioni con in più il risultato di aver lasciato centinaia di migliaia di persone senza acqua" "Non ci sono alternative: o viene ritirata l'ordinanza e continuiamo a prelevare l'acqua da Bracciano, o saremo costretti a partire con la turnazione o abbassamenti di pressione che riguarderanno circa 1.500.000 di romani. Se l'ordinanza resta al momento non possiamo fare altro che eseguirla, ma ci opporremo in tutte le sedi possibili per annullare questo atto". "Lo stop fissato dall'ordinanza è alla mezzanotte di venerdì, poi avremo per due giorni i serbatoi ancora pieni. I primi effetti del divieto dei prelievi potrebbero esserci già da domenica sera e lunedì potrebbe cominciare la turnazione. Il peggio tuttavia sarà dalla fine di agosto al rientro dalle ferie".