Anche se a un pescatore si dovesse fermare il motore in mare aperto avrebbe diritto alle indennità stanziate per il Fermo Pesca. Patatrac sul settore pesca: nel passaggio tra il ministero delle Politiche agricole di Maurizio Martina e il ministero del Lavoro di Giuliano Poletti e la presentazione in aula da parte della Finocchiaro è apparsa la parolina “arresto temporaneo non obbligatorio”. È il ‘non’ a quadrare male e ad alzare il polverone. In sostanza le risorse, che da 11 milioni passano con il maxiemendamento al Senato sul Dl Mezzogiorno a 18, sarebbero destinate non soltanto ai pescatori che obbligatoriamente sono tenuti a non uscire in mare per via del Fermo Pesca (istituito soprattutto per la ricostituzione degli stock) ma anche per tutti coloro che ‘si fermano’ in un modo o nell’altro, per un guasto al motore, per il maltempo e cosi via.

Si legge: «1-bis. All'articolo 1, comma 346, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Per l'anno 2017 e nel limite di spesa di 7 milioni di euro per il medesimo anno, a ciascuno dei soggetti di cui al presente comma è altresì riconosciuta la medesima indennità giornaliera onnicomprensiva pari a 30 euro nel periodo di sospensione dell'attività lavorativa derivante da misure di arresto temporaneo non obbligatorio, per un periodo non superiore complessivamente a quaranta giorni in corso d'anno. Al relativo onere, pari a euro 7 milioni per l'anno 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 199, della legge 23 dicembre 2014, n. 190".

1-ter. All'articolo 1, comma 347, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, le parole: "dell'indennità" sono sostituite dalle seguenti: "delle indennità"»

Meglio di niente... ma che fine ha fatto l'impegno per dotare il settore della pesca di un sistema strutturato di ammortizzatori sociali? il Fospe non è partito e, da quello che si dice in giro, difficilmente partirà con una dotazione del tutto insufficiente. i 7 milioni odierni, sommati al milione del Fospe, potevano forse rappresentare la giusta start up per un nuovo sistema di welfare?