Siccità e incendi. Sono le due emergenze che hanno tenuto banco nel corso dell’audizione odierna del ministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti. “La situazione di Roma e' allo stato quella che preoccupa maggiormente. E' chiaro a tutti che una parte consistente dei problemi della capitale e dei rischi che oggi corre siano da ricollegare alle intollerabili perdite di rete che caratterizzano la sua infrastrutturazione idrica. Questo e' un problema antico su cui una volta per tutte finalmente intervenire", ha detto Galletti.

"Sono 21 milioni di euro i fondi destinati alla regione Lazio nel quadro di un piu' ampio 'piano di sostituzione delle reti' previsto nell'ambito della programmazione dei fondi sviluppo e coesione. Credo che questo sforzo del governo e del mio ministero - ha detto il ministro - possa e debba essere un volano per gli investimenti ai quali i soggetti gestori e le Regioni dovranno concorrere".

Secondo Galletti "per affrontare la situazione occorre realizzare nuovi invasi e promuovere l'uso sostenibile della risorsa idrica, sia nell'irrigazione che nell'uso potabile. L'analisi del quadro delle attuali disponibilita' idriche e degli interventi migliorativi attivati ed attivabili, ha condotto come noto all'identificazione delle condizioni di severita' idrica alta limitatamente alla Regione Lazio, Umbria e Marche. Cio' consentira' l'eventuale attivazione delle procedure a sostegno del settore agricolo nonche' la richiesta di concessione dello stato di emergenza su impulso regionale".

BRACCIANO - Il lago di Bracciano "si trova nella più grave emergenza idrica registrata nell'Italia centrale. Proprio ieri si è tenuta una riunione dell'Osservatorio sull'Appennino Centrale, per affrontare prioritariamente le azioni rivolte alla salvaguardia del lago. Sulla base dei dati aggiornati al 24 luglio 2017 il quadro di severità idrologica è confermato elevato, in particolare per le Regioni Lazio, Umbria e Marche" (in relazione all'ATO 1 di Pesaro Urbino). Per quanto riguarda il Lazio, e "la crisi idrica dell'ATO 2 Lazio Centrale, la Regione Lazio ha confermato che è in corso un confronto con il Comune di Roma ed il gestore ACEA ATO 2 spa, e si stanno verificando tutte le possibili soluzioni" per "trovare un punto di equilibrio tale da assicurare un accettabile livello di servizio per i cittadini, mitigando quanto più possibile i disagi, anche a tutela degli aspetti igienico-sanitari ed ambientali".

COMMISSARIAMENTO - "Ci sono oggi Regioni dove, nonostante l'esercizio dei poteri sostitutivi e le numerose diffide inviate da parte del ministero, non sono stati istituiti enti di ambito o, anche se istituiti, non sono operativi. Credo che il commissariamento di quei Comuni che non aderiscono ancora oggi agli Enti d'ambito, ne abbiamo un esempio sul lago di Bracciano, sia necessario e indifferibile".

NO A DISPERSIONE IDRICA - "Come per il dissesto idrogeologico, per la siccità siamo di fronte a una sfida di sistema". E ancora: "Bisogna intervenire - spiega Galletti - su due fronti: quello dell'adattamento alle mutate condizioni meteo (realizzando ad esempio nuovi invasi) ma anche quello dell'efficienza della rete. In tempi di siccità come questi, è davvero impensabile perdere il 40% dell'acqua per tubazioni colabrodo". "Analogamente - prosegue - è inaccettabile che, dei 300 miliardi di metri cubi d'acqua che piovono in Italia ogni anno, riusciamo a captare solo l'11%: è uno spreco che un Paese come il nostro, che deve, e dovrà ancora di più in futuro, fare i conti con la siccità, non si può più permettere". E annuncia: "In queste ore ho chiesto con una lettera ai Carabinieri Forestali e al Noe di indagare sul fenomeno dei prelievi illeciti dal lago di Bracciano. Una cosa posso assicurare: agiremo con la massima severità per punire chi sottrae acqua preziosa al lago di Bracciano. La nuova normativa sugli ecoreati - continua Galletti - fornisce, come per gli incendi dolosi, strumenti severi e precisi per condannare chi danneggia l'ambiente".

INCENDI - "Nella sola settimana dal 10 al 17 luglio sono stati richiesti un terzo degli interventi antincendio dall'inizio dell'anno: è una situazione particolarmente critica". "Da un lato - spiega - abbiamo la siccità e una stagione con temperature al di sopra della media, con una ventilazione che favorisce il propagarsi degli incendi; dall'altro la recrudescenza di episodi dolosi, che ancor oggi rappresentano la stragrande maggioranza delle cause degli incendi che siamo chiamati a fronteggiare. Di fronte a questo crimine stiamo mettendo in campo tutto il personale disponibile, esercito compreso".

"I Vigili del fuoco, da metà luglio di quest'anno, hanno già effettuato circa 33mila interventi a terra, contro i 73mila dell'intero anno 2016 e i 68651 nel 2015; inoltre, sono già state attivate, nel medesimo periodo, ben 832 schede da parte del Centro aereo operativo unificato, per l'impiego dei mezzi aerei della flotta statale". "Il Dipartimento nazionale della Protezione civile - continua - è chiamato ad assicurare le attività di spegnimento con la flotta aerea antincendio dello Stato, attraverso 19 Canadair; il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco ha messo a disposizione anche 15 elicotteri; l'Arma dei Carabinieri sta fornendo per l'intera campagna estiva 2017 altri 3 elicotteri: in virtù di tale sforzo, il Centro aereo operativo unificato oggi vanta una delle maggiori flotte di cui abbia mai potuto disporre nell'ultimo decennio".