Il ministero delle Politiche agricole avrebbe cambiato idea e ha portato il decreto Ocm vino in Consiglio dei ministri. Questo nonostante l'informativa europea che sembra mettere in dubbio alcuni punti del testo stesso.

La nota di Bruxelles - da quanto apprende AGRICOLAE -  sarebbe già pervenuta agli uffici di via Venti Settembre generando il caos. Tanto che - sempre da quanto si apprende - si penserebbe ora di far tornare ancora una volta il decreto (non approvato per via del 'no' della Lombardia) in Conferenza Stato Regioni per poter sciogliere i nodi segnalati da Bruxelles.

Da quanto si apprende infatti, sarebbe pervenuta nei giorni scorsi, a tutti gli stati membri dell'Unione una informativa relativa l'applicazione dei nuovi regolamenti comuntari che disciplinanno tutto l'Ocm vino (regolamento Ue 1149 e 1150/2016 entrati in vigore il primo luglio 2016) i cui contenuti sembrano mettere in discussione ancora una volta lo schema di impianto del decreto ministeriale mai varato dalla Conferenza Stato regioni che il ministro Martina vorrebbe portare in Consiglio dei ministri da qui al 7 agosto.

In tutto questo rimane in sospeso la spada di Damocle dei ricorsi al Tar. Basta anche un solo ricorso accolto per mandare in tilt tutto quanto fatto finora dal ministero delle Politiche agricole. E a quel punto chi dovrà rispondere avrà un nome e un cognome. Caos totale, il tempo corre e mentre gli altri paesi comperitor promuovono il loro Made In all'estero, le imprese italiane del vino rimandono ferme al palo. Il palo di via Venti Settembre. E la filiera vino decide di scrivere direttamente al premier Gentiloni (la seconda, la prima è partita dieci giorni fa).



VINO, MIPAAF: APPROVATO IN CDM DECRETO ATTUATIVO OCM PROMOZIONE NEI PAESI TERZI

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto sulle modalità attuative dell’OCM Vino.
L’approvazione è avvenuta con deliberazione motivata per la mancata intesa raggiunta in Conferenza Stato Regioni, dove la sola Lombardia aveva votato contro.
Il decreto, che riguarda l’assegnazione dei fondi comunitari per la promozione del vino nei Paesi terzi per il 2017/2018, riguarda un budget complessivo di risorse gestite a livello nazionale e regionale di circa 102 milioni di euro.
“Diamo così un quadro normativo più chiaro ai produttori che vogliono investire nella promozione sui mercati extraeuropei - ha commentato il ministro Maurizio Martina-. È uno strumento importante per rilanciare le esportazioni dei nostri vini, in un contesto che vede una concorrenza sempre più agguerrita. Dobbiamo riuscire a comunicare sempre meglio il patrimonio di varietà e qualità che rende uniche e distintive le nostre esperienze vitivinicole”.

COSA PREVEDE IL DECRETO

LE AZIONI
Sono ammissibili le seguenti azioni di comunicazione e promozione da attuare in uno o più Paesi terzi:
- azioni in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità;
- partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale;
- campagne di informazione, in particolare sui sistemi delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e della produzione biologica vigenti nell'Unione;
- studi per valutare i risultati delle azioni di informazione e promozione.

La promozione potrà riguardare:
- vini a denominazione di origine protetta;
- vini ad indicazione geografica protetta;
- vini spumanti di qualità;
- vini spumanti di qualità aromatici;
- vini con l’indicazione della varietà.

ENTITÀ DEL SOSTEGNO
L'importo del sostegno a valere sui fondi europei è pari al massimo al 50% delle spese sostenute per svolgere le azioni promozionali. Questo sostegno europeo può essere integrato con fondi nazionali o regionali.