E’ arrivato in extremis l’accordo per scongiurare lo stop alla fornitura di acqua dal lago di Bracciano verso Roma. Un nuovo provvedimento della Regione Lazio vanifica per il momento la necessità di turnazione rimandandola a settembre. Nell’ordinanza, come assicurato dal governatore Nicola Zingaretti, si conferma il blocco delle captazioni dal lago di Bracciano a partire dal primo settembre e si introduce la possibilità di prelevare dal lago 400 litri al secondo fino al 10 agosto e 200 litri al secondo dall'11 agosto (attualmente sono 900). La marcia indietro, ha spiegato il presidente della Regione Lazio, è arrivata dopo la formalizzazione da parte di Acea Ato2 sui possibili problemi per ospedali e rete antincendio. Ma se per ora i romani possono tirare un sospiro di sollievo dall’altra la vicenda per ora si chiude con un lungo strascico di polemiche.

"Noi abbiamo fatto immediatamente la nostra parte, già il 22 giugno avevo emanato un'ordinanza per tutelare il lago di Bracciano, per razionare l'utilizzo dell'acqua e tutto questo è stato anche oggetto di derisione proprio da quelli che oggi si lamentano. Forse non eravamo poi lontani dalla soluzione, non avevamo preso un provvedimento sbagliato", ha detto Raggi in una conferenza stampa indetta poco tempo prima di quella del governatore Nicola Zingaretti. "Ciascuno di noi ha fatto la propria parte adesso il governo e la Regione devono fare la loro, si devono assumere la loro responsabilità perché non possono tagliare l'acqua a 1,5 milioni di romani".

"Il sindaco di Roma è anche azionista maggioranza di Acea e sindaco della Città Metropolitana. Ho letto le sue ultime dichiarazioni e anche in questa occasione ha confermato di essere troppo abituata a scaricare le responsabilità sugli altri e non assumersi le proprie. Attenzione se si continua così Roma rischia di morire", è la replica di Zingaretti. Che invece ringrazia chi, per il governatore, si è adoperato per risolvere la crisi. "Voglio ringraziare il presidente del consiglio dei ministri Paolo Gentiloni che con discrezione e grande attenzione ha seguito l'evolversi della crisi e ringrazio di cuore il ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti che è stato vicino a Roma in maniera non formale, concreta e fattiva in questo periodo molto complicato".

Intanto in mattinata era arrivata sul tavolo del premier Paolo Gentiloni proprio durante il Consiglio dei ministri, la richiesta di stato di emergenza per la città di Roma avanzata dal Movimento Cinque Stelle a causa della crisi idrica. La Regione Lazio, da parte sua, ha inviato al Dipartimento della Protezione Civile la documentazione integrativa che era stata chiesta per poter valutare la richiesta, avanzata dalla stessa Regione a inizio luglio. I documenti sono già al vaglio degli uffici tecnici che stanno valutando se sono necessarie nuove integrazioni o se dare un parere positivo e inviare la documentazione al governo. Sarà poi il Consiglio dei ministri a decidere se dichiarare lo stato di emergenza. Non è escluso che una decisione arrivi nei primi giorni della prossima settimana.