Con 276 voti a favore e 121 voti contrari la Camera ha approvato in via definitiva il decreto legge 91/17 “Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno”. Incentivi per i giovani del Sud, per promuovere la costituzione di nuove imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Finanziamenti fino a 1,25 miliardi di euro dedicati ai nuovi giovani imprenditori under 35, con la misura “Resto al Sud”.

Benefici fiscali e altre agevolazioni che sono riconosciute alle imprese già esistenti e alle nuove che si insediano e che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti nella Zona Economica Speciale – ZES con risorse pari a 200 milioni di euro e 40 milioni di euro per favorire le politiche attive nel Sud del paese. Queste sono in grandi linee i contenuti presenti nel dl Mezzogiorno approvato in serata dall’Aula di Montecitorio. Dopo la fiducia incassata senza particolari patemi d’animo dal governo nel pomeriggio la Camera ha dato il via libera definitivo al provvedimento.

La misura “Resto al Sud” è rivolta ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, residenti, al momento della presentazione della domanda, nelle regioni citate, ovvero che ivi trasferiscano la residenza nei termini di legge, e che mantengano nelle stesse regioni la residenza per tutta la durata del finanziamento, che consiste per il 35 per cento in erogazioni a fondo perduto e per il 65 per cento è un prestito a tasso zero da rimborsare, complessivamente, in otto anni di cui i primi due di preammortamento.

Al finanziamento della misura si attinge dalle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione - programmazione 2014-2020 per un importo complessivo fino a 1.250 milioni. Mentre con l’estensione della misura "Resto al Sud" alle imprese agricole, mediante una specifica destinazione di 50 milioni di euro del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) e creando così le condizioni per erogare un novero più ampio di servizi a favore dei consorziati, anche di natura creditizia si mira a favorire il ricambio generazionale e lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile in agricoltura nelle regioni del Mezzogiorno.

Inoltre, al fine di promuovere la costituzione di nuove imprese, il provvedimento detta disposizioni per consentire ai comuni delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia di dare in concessione o in affitto ai soggetti in età compresa tra i 18 e i 40 anni terreni e aree in stato di abbandono.

Vengono inoltre disciplinati i benefici fiscali e le altre agevolazioni che sono riconosciute alle imprese già esistenti e alle nuove che si insediano e che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti nella Zona Economica Speciale - ZES. In particolare, le imprese che effettuano investimenti all'interno delle ZES possono utilizzare il credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali nuovi nel Mezzogiorno nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 50 milioni di euro. Inoltre l'agevolazione per tali zone è estesa fino al 31 dicembre 2020. Le agevolazioni sono revocate se le imprese non mantengono la loro attività nella ZES per almeno sette anni (termine elevato dal Senato rispetto ai cinque anni originari) dopo il completamento dell'investimento.

Il provvedimento inoltre prevede la proroga di altri due mesi (dal 31 luglio 2018 al 30 settembre 2018) dei termini per la consegna di beni strumentali sui quali si può applicare l'iperammortamento fiscale al 250 per cento. Il decreto approvato dal Governo aveva già disposto per l’ammortamento maggiorato al 250 per cento un mini-allungamento (dall'originario 30 giugno al 31 luglio 2018). Resta sempre l’obbligo di versare al fornitore il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.