“Ce la farete, ce la faremo” sono un’iniezione di fiducia e coraggio le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricevendo la medaglia realizzata da una giovane artista con rappresentata la Fenice, simbolo di rinascita e speranza per le zone colpite dal sisma del 24 agosto dello scorso anno. Il capo dello Stato si reca ad Arquata del Tronto, Pescara del Tronto, Accumoli e ad Amatrice per ribadire ai suoi abitanti il suo “non vi lasceremo mai soli” dei precedenti viaggi, oggi è il settimo, sottolineando: “la ricostruzione non si fermerà, lo Stato farà per intero la sua parte”. I sindaci, però, evidenziano i ritardi delle istituzioni, mostrando come oltre il novanta per cento delle macerie non sia stato rimosso, ed sottolineano come in molti casi la solidarietà dei privati o anche da altre parti del mondo sia stata più immediata. Un esempio è la nuova area Food di Amatrice che Mattarella inaugura: è un dono di privati.

“Quella di oggi non è la prima visita che faccio e non sarà l’ultima. Sono stati fatti diversi passi avanti, ma ci sono altri tanti passi da fare velocemente per rendere definitiva la ricostruzione - afferma Mattarella fermandosi a parlare con i giornalisti al termine della sua visita istituzionale ad Amatrice -. Occorre procedere rapidamente per far tornare non solo Amatrice ma anche gli altri borghi che ho visto alla condizione in cui erano prima. I passi in avanti che riscontro sono incoraggianti, ma non cancellano le lacune che ancora ci sono, e quello che c’è ancora da fare”. Interpellato sulla vicenda relativa alla rimozione delle macerie, Mattarella precisa: “La Regione Lazio ha fatto molto anche sulla rimozione delle macerie. Le macerie pubbliche sono state tolte perché è stato più facile, non dovendo chiedere il consenso ai privati. Ora si è fatto un grande affidamento dei lavori per rimuovere tutte le macerie, e anche questo segnerà un importante passo in avanti. Bisogna poi concentrarsi sulla ricostruzione”.