Le Regioni accolgono con favore la nuova bozza del Governo sul riordino del settore dei giochi, che apre all'autonomia degli enti locali a decidere sulla questione delle distanze. Ma chiedono un rinvio a settembre per fare le ultime limature al testo. Anci e Upi avrebbero siglato l'intesa col Governo anche oggi, ma alla fine si sono allineate alle Regioni per il rinvio a 7 settembre. Si chiude così la conferenza Unificata straordinaria Stato-Regioni in cui il governo, dopo un anno di stallo, ha calato sul tavolo la carta decisiva per chiudere l'accordo con gli enti locali sul riordino del settore del gioco d'azzardo. Nell'ultima versione della bozza preparata dal sottosegretario al Mef con delega i giochi, Pierpaolo Baretta, vengono lasciate alle Regioni e agli Enti Locali la definizione dei criteri per la distribuzione del gioco lecito sul territorio. Un segno di disponibilità da parte del governo per superare l'annosa questione del 'distanziometro' dai luoghi cosiddetti sensibili, insieme a quella degli orari di apertura delle sale gioco e del funzionamento delle slot.

Il governo però ribadisce che, se da una parte lo Stato si impegna ad una riduzione del gioco del 50 per cento in tre anni- al termine dei quali verranno installate le slot machine esclusivamente in punti gioco certificati - , dall'altra si dovrà agire applicando criteri di distribuzione sul territorio in modo da evitare zone di eccesiva desertificazione dell'offerta di gioco e altre di massima concentrazione. Baretta è chiaro su questo punto: obiettivo della riforma del settore è quello di regolare l'offerta e non di proibirla. Si dovrà quindi tenere conto degli investimenti esistenti e, soprattutto, non cancellare l’offerta. A questo punto l'accordo dovrebbe essere siglato in sede di conferenza Unificata straordinaria il 7 settembre. "Sono soddisfatto - ha detto il Governatore della Liguria Toti - perché rispetto al vecchio decreto viene riconosciuta l'importanza dell'autonomia delle Regioni, parlo di tutta una serie di criteri, come ad esempio, quelli urbanistici, a parte il dimezzamento delle macchinette voluto dal governo". Per il presidente dell'Anci, Antonio Decaro l'accordo si può considerare raggiunto. "Abbiamo ottenuto dal Governo quello che volevamo", ha detto al termine della Conferenza Unificata. Molto più prudente Viviana Beccalossi che, insieme con il Governatore della Puglia Michele Emiliano, ha tenuto una posizione molto ferma sulla difese delle prerogative regionali in materia:"Utilizzeremo il tempo a disposizione per capire se si puo' arrivare ad un accordo nazionale - ha detto l'assessore lombardo al territorio -. Ancora una volta pero' voglio ribadire che riteniamo inaccettabile che una regione, in questo caso la Lombardia, venga penalizzata a discapito di altre solo per aver varato una legge virtuosa ed efficace". Se a settembre dovesse arrivare; il via libera sul testo sarà il primo, fondamentale, passaggio politico. Poi dovrà seguire un tavolo tecnico fra Stato, Regioni e comuni in cui definire i criteri di distributore del gioco sul territorio.