Dopo un anno di stallo il governo mette sul tavolo la carta decisiva per chiudere in sede di Conferenza Unificata l'accordo con gli enti locali sul riordino del settore del gioco d'azzardo. Nell'ultima versione della bozza preparata dal sottosegretario al Mef con delega ai giochi, Pierpaolo Baretta - da quanto apprende il Velino da fonti governative - verranno lasciare alle Regioni e agli Enti Locali la definizione dei criteri per la distribuzione del gioco lecito sul territorio. Un segno di disponibilità da parte del Governo per superare l'annosa questione delle distanze delle sale giochi dai luoghi cosiddetti sensibili, distanze oggi regolate a macchia di leopardo dai vari regolamenti regionali, insieme a quella degli orari di apertura di competenza dei Comuni. Una questione che in sede di conferenza Unificata ha visto le resistenze in particolare della regione Lombardia e della regione Puglia. Il governo, però, ribadisce che, se da una parte lo Stato si impegna ad una riduzione del gioco del 50 per cento in tre anni - al termine dei quali verranno installate le slot machine esclusivamente in punti gioco certificati - dall'altra, si dovrà agire applicando criteri di distribuzione sul territorio in modo da evitare zone di eccesiva desertificazione dell'offerta e altre di massima concentrazione. Baretta è chiaro su questo punto: obiettivo della riforma del settore è quello di regolare l'offerta e non di proibirla. Si dovrà quindi tenere conto degli investimenti esistenti e soprattutto non cancellare l’offerta. Se oggi si raggiungerà l'accordo in sede di Conferenza Unificata sarà il primo, fondamentale, passaggio politico. Poi dovrà seguire un tavolo tecnico fra Stato, Regioni e comuni in cui definire i criteri di distributore del gioco sul territorio.