In seno all’esecutivo si consuma lo scontro sull’immigrazione tra il ministro dell’Interno, Marco Minniti - che avrebbe addirittura minacciato le dimissioni - e quello dei Trasporti, Graziano Delrio - che diserta le riunioni del Consiglio dei ministri in segno di protesta contro il codice di condotta imposto alle Ong. Insomma, un braccio di ferro tra chi deve gestire gli sbarchi e chi ha la responsabilità della Guardia Costiera e dei porti. Un duello che stamane ha chiamato in causa anche Angelino Alfano. Alla Farnesina, infatti, è andato in scena un faccia a faccia tra il ministro degli Affari Esteri italiano e l’inviato speciale delle Nazioni Unite, Ghassan Salamé, che oggi ha incontrato anche Gentiloni, Minniti e Pinotti.

“Sono contrario a ogni derby tra rigore e umanità, tra regole e solidarietà tra sicurezza e diritti umani”, ha chiarito Alfano che guardando alla prima missione in Italia di Salamé ha chiesto: “L’Onu deve prendere la leadership dei negoziati con la Libia. Fino ad oggi ci sono stati troppi negoziati, troppi negoziatori e zero risultati finali. L’instabilità politica in Libia è una priorità assoluta”. Dal canto suo l’inviato dell’Onu ha promosso l’operato fin qui dell’Italia e le ultime iniziative per fronteggiare la crisi di sbarchi: “Siamo sulla giusta via in questo settore per trattare una sfida che ci coinvolge tutti quanti”.

“Autorità libiche più forti renderanno più efficace l'impegno comune contro i trafficanti di esseri umani”, la posizione del premier italiano durante l’incontro con Salamé. “L'Italia è al lavoro da tempo per la stabilizzazione della Libia. Mi auguro che le Nazioni unite diano a questo processo una spinta decisiva". Posizione condivisa dall’inviato speciale delle Nazioni Unite.

In serata il premier ha parlato al Tg1 ricordando che l'Italia sta facendo “la sua parte ma certamente se da parte dell'Onu verrà un'iniziativa forte tutti noi ne avremo vantaggio. Una Libia unita e stabile darebbe anche a noi un contributo nella gestione dei flussi”. Gentiloni ha poi sottolineato come il codice dei migranti sia “un pezzo fondamentale di una strategia d'insieme sull'immigrazione anche con le autorità libiche” che “sta producendo piano piano risultati. I flussi si stanno gradualmente riducendo, vince lo Stato e perdono gli scafisti. E' uno spiraglio, ma uno spiraglio su cui insistere”. Poi si è soffermato sull’economia: “Rispetto a 8-9 mesi fa le previsioni di crescita sono raddoppiate il che vuole dire che ciò che abbiamo ha funzionato e ora siamo in grado di partecipare alla crescita dell'eurozona". Concludendo con la legge di bilancio che si inserisce “in un grande problema delle società europee" cioè “come trasformare la crescita in benefici concreti in termini di lavoro e benessere famiglie. Il lavoro, e in particolare il lavoro dei giovani, saranno al centro della legge di bilancio”.