“Le faide tra clan vanno avanti da 30 anni, ci sono stati 300 omicidi, e l’80% è rimasto impunito”. A lanciare l’allarme, all’indomani dell’agguato a San Marco in Lamis, è il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti alla trasmissione “6 su Radio 1”. “La criminalità pugliese e in particolare questa efferatissima forma di criminalità foggiana, è stata considerata troppo a lungo una ‘mafia di serie B’”. “Una violenza cieca e spietata – ha sottolineato - rimasta ad un livello primordiale”.

L’AGGUATO - È riesplosa dunque con violenza la faida del Gargano tra le famiglie Libergolis e Romito. Una faida che si trascina da anni e che solo da giugno ad oggi ha fatto otto vittime. L’agguato di ieri mattina - sulla strada provinciale 272 nei pressi della stazione ferroviaria di San Marco in Lamis a Foggia - è costato la vita a quattro persone uccise da colpi di arma da fuoco. L'obiettivo del commando, del quale si sono perse le tracce, era il presunto boss Mario Luciano Romito, di 50 anni. Con lui, a bordo della vettura, c'era il cognato, Matteo De Palma, 44 anni, morto all' istante. I due contadini uccisi perché testimoni del duplice omicidio sono Luigi e Aurelio Luciani, rispettivamente di 47 e di 43 anni.

LO STATO - Il ministro dell’Interno, Marco Minniti oggi pomeriggio alle 16 sarà presso la prefettura di Foggia e presiederà una riunione del Comitato Nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica. A seguire incontrerà, oltre al sindaco del capoluogo, i sindaci di alcuni comuni della provincia in relazione all'evento criminale odierno.