“Dopo un'attenta analisi della situazione dei diversi ambiti aziendali, quello che risulta è un quadro preoccupante che rispecchia esattamente la situazione precedente alla sigla dell'accordo". Lo sostiene il direttivo del Savt/Casinò che si è riunito per fare il punto sulla situazione a un mese di distanza dall'accordo relativo “all'ennesimo taglio del costo del personale” e che era stato sottoscritto lo scorso 10 luglio. “Nulla è stato fatto o si sta facendo di concreto sotto l'aspetto riorganizzativo – si legge in una nota congiunta del segretario di categoria Alessandro Parrella e di quello aziendale Claudio Albertinelli - ma soprattutto nulla di nuovo si intravvede dal punto di vista dell'afflusso della clientela nelle sale da gioco, che sono sempre più desolatamente vuote! Tolti alcuni exploit sporadici sempre più legati a degli avvenimenti specifici o a particolari periodi dell'anno, per il resto l'attività delle sale da gioco è troppo spesso deficitaria di clienti. La concentrazione dell'attività in alcune particolari situazioni a discapito di un continuo afflusso di clientela nel corso di tutta la settimana e di tutto l'anno può però rivelarsi molto pericolosa. Legare infatti i risultati aziendali sulla fortuna/sfortuna di pochi clienti, che possono sì perdere cifre importanti ma anche vincerle, metterebbe l'azienda in una situazione di forte rischio, considerato che non avrebbe il necessario 'cuscinetto', rappresentato da una clientela di massa, per ammortizzare tali vincite”. “Pur nella consapevolezza delle difficoltà del momento”, il direttivo Savt/Casinò chiede “quindi a gran voce che l'azienda metta in atto al più presto azioni concrete che garantiscano quella necessaria inversione di tendenza tanto decantata con l'approvazione del piano industriale. Il tempo passa e di fatti se ne vedono pochi e non si vorrebbe che alla fine si chieda ancora una volta ai dipendenti di fare le spese di un cattivo andamento aziendale”.