"Non ho mai ricevuto chiamate dagli scafisti e non ne ho mai conosciuto nessuno. Ricevo solo chiamate dai migranti in difficoltà, a quel punto chiamo la Guardia Costiera italiana e libica per far partire i soccorsi.” Lo ha spiegato ad Agorà Estate su Rai3 Padre Mussie Zerai, al quale la Procura di Trapani contesta di aver segnalato gli arrivi dei migranti nella chat segreta dei capitani delle navi umanitarie. In sostanza il sacerdote eritreo - che riceveva le comunicazioni dai migranti imbarcati sui gommoni dei trafficanti - avrebbe fatto da tramite con i membri delle Ong segnalando giorno, ora e posizione delle imbarcazioni da soccorrere. Una tesi che Padre Mussie ha negato: “Non esiste nessuna chat segreta in cui le Ong si mettono d’accordo”.

“ Minniti sa benissimo qual è la situazione in Libia oggi, quindi si assume la responsabilità, insieme alle autorità libiche delle torture che ogni giorno avvengono sulle coste libiche, perché ne sono pienamente consapevoli” – ha aggiunto Padre Mussie -. Ho raccontato più volte delle costrizioni che gli scafisti attuano contro i migranti nei capannoni presenti sulle coste libiche. A quelle persone interessa solo incassare i soldi e poi liberarsi di quelle persone per far posto ad altre. Ho il timore di essere stato strumentalizzato, ma non posso far altro – ha concluso - che provare a salvare le vite di chi mi chiama”.