I carabinieri di Vairano Scalo hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di Daniele Carmine, classe '71 e Anzit Anouar, nato in Marocco (entrambi residenti in Vairano Patenora), ritenuti gravemente indiziati del delitto di concorso in tentato incendio, con l'aggravante di avere commesso il fatto per motivi di odio razziale. Il provvedimento restrittivo costituisce il parziale epilogo di un'indagine, diretta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, iniziata nel gennaio 2017, condotta mediante complessi accertamenti, che ha consentito di acquisire gravi indizi a carico dei due indagati per il tentato incendio del Cta Europa di Vairano Patenora, domicilio di richiedenti asilo. La sera del 9 gennaio 2017, gli arrestati, utilizzando una bottiglia in plastica contenente liquido infiammabile tipo benzina, poi rinvenuta sul luogo, hanno incendiato la rete di recinzione che proteggeva le grate esterne del centro e agli abiti appoggiati, con l'intento di provocare un esteso incendio e una conseguente esplosione, dovuta alla presenza nelle vicinanze di un contatore del gas metano, con potenziali conseguenze per le persone che vi alloggiavano e anche per vicini e passanti. Solo il tempestivo intervento degli ospiti della struttura ha consentito il propagarsi delle fiamme. Le indagini, grazie alle telecamere di video sorveglianza presenti nelle vicinanze, hanno fatto luce sulla dinamica dei fatti: i due indagati, a bordo di un'autovettura di proprietà di Anzit, dopo aver prelevato benzina da una stazione di servizio, hanno tentato di appiccare l'incendio, allontanandosi poi a bordo dell'auto.  Sulla base delle indagini – si legge nella nota del procuratore Aggiunto Alessandro Milita - è stata anche contestata a entrambi l'aggravante di aver agito per finalità di discriminazione ed odio razziale, dato che, in assenza di qualsiasi movente alternativo, è stato mostrato che l'azione fosse evidentemente motivata da un evidente sentimento di rancore nutrito indistintamente verso i cittadini extracomunitari, in genere, accomunati, in modo indifferenziato e spersonalizzante, in ragione del colore della pelle e della collocazione nel Cta. Dalle indagini è emerso che già nel novembre del 2016 quattro giovani, tra cui il figlio di Daniele Carmine, tutti arrestati in flagranza di reato, armati di tronchese e di pistola erano entrati all'interno dello stesso Cta e avevano picchiato alcuni richiedenti asilo, distruggendo l'abitazione ed esplodendo colpi d'arma da fuoco ad altezza d'uomo. I cittadini stranieri vittime dell'aggressione erano già stati trasferiti in un altro centro, su disposizione della Prefettura di Caserta