Almeno 180 migranti sono stati costretti a gettarsi in mare per colpa degli scafisti al largo della costa dello Yemen. Finora sono stati recuperati cinque corpi e circa 50 sono i dispersi. Quest’ultimo incidente arriva a distanza di appena 24 ore da un altro incidente nel quale i trafficanti hanno costretto più di 120 immigrati somali ed etiopi a buttarsi in mare nelle vicinanze della costa di Shabwa, una città yemenita lungo il Mar Arabico, portando all’affogamento di circa 50 persone. Poco dopo la tragedia, il personale dell'Organizzazione internazionale dei migranti ha trovato i corpi di 29 migranti su una spiaggia di Shabwa durante un pattugliamento di routine. Il personale medico dell'Oim ha inoltre prestato assistenza ai 27 migranti sopravvissuti. Alcuni di loro (circa 42 in aggiunta ai 27 sopravvissuti) hanno già lasciato la spiaggia prima di essere assistiti. Infine, altri 25 migranti sono stati segnalati come dispersi. “I sopravvissuti hanno detto ai nostri colleghi sulla spiaggia che il contrabbandiere li ha spinti in mare, dopo aver visto le autorità vicino alla costa”, ha spiegato Laurent de Boeck, capo della missione dello Oim nello Yemen. “Ci hanno anche detto che il contrabbandiere è già tornato in Somalia per continuare la sua attività e per raccogliere migranti da portare in Yemen sulla stessa rotta: questo è sconvolgente e disumano e la sofferenza degli immigrati su questo percorso è enorme. I giovani pagano i contrabbandieri con la falsa speranza di un futuro migliore", ha continuato de Boeck.

I NUMERI – Dal gennaio 2017 ad oggi, l'Oim stima che circa 55mila migranti abbiano lasciato il Corno d'Africa per venire in Yemen, allo scopo di cercare migliori opportunità nei paesi del Golfo. Più di 30mila migranti sono sotto i 18 anni, mentre un terzo è costituto da donne.