Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha annunciato che il suo governo sta intraprendendo misure per difendere il paese contro le sanzioni economiche degli Stati Uniti. Parlando a una conferenza stampa a Caracas, ha dichiarato che Washington sta progettando un "blocco commerciale, petrolifero e finanziario", che peggiorerebbe la situazione economica della nazione latino americana. "Le misure economiche che gli Usa stanno preparando peggioreranno la situazione economica in Venezuela", ha sottolineato ricordando però che queste o le minacce di intervento americano non impedito al paese di tenere elezioni presidenziali nel 2018. A proposito ha anche invitato Papa Francesco a intervenire per ridimensionare la "minaccia militare".

Parallelamente alla reazione, però, Maduro ha lasciato aperto uno spiraglio di dialogo con gli Usa. Lo ha fatto annunciando che invierà una lettera al presidente Donald Trump in cui propone di discutere con lui sul futuro delle relazioni bilaterali. Invece ha usato il pugno duro nei confronti dell'ex procuratore generale del Venezuela, Luisa Ortega Diaz, e suo marito, fuggiti in Colombia e poi in Brasile. Nei loro confronti ha chiesto un mandato d'arresto internazionale e una red notice dell'Interpol definendoli "fuggitivi dalla giustizia". Inoltre, li ha incolpati di essere coinvolti in un caso di estorsione e di lavorare per un paese straniero. Il procuratore, però, ha annunciato dall'estero di avere prove concrete sulla larga corruzione all'interno del governo di Caracas e di essere disposta a esibirle se sarà necessario.