Un gruppo civico cubano che si chiama # Otro18 ha annunciato di voler presentare più di 170 candidati indipendenti nelle prossime elezioni comunali a livello nazionale. Il portavoce della formazione, il dissidente Manuel Cuesta Morua, ha dichiarato in una conferenza stampa all'Aavana che il Partito Comunista dominante sta manipolando il sistema giuridico nell'obiettivo di escludere i potenziali candidati. Anche se i comunisti rimangono l'unico partito politico legale di Cuba, le elezioni per i consigli comunali sono ufficialmente imparziali e come tali, aperte a candidati indipendenti, ha dichiarato Cuesta Morua. I competitor di # Otro18 non riceveranno alcun sostegno economico per le loro campagne elettorali, ha precisato il leader di #Otro18, cercando di prevenire le tradizionali critiche del governo cubano agli avversari interni, legate alla presunta accettazione di finanziamenti esteri.

"Stiamo vedendo una tensione tra il partito ufficiale della Rivoluzione - non tutti siamo rivoluzionari - e la Costituzione stessa - ha sottolineato Cuesta Morua -. Per noi, tutti contano allo stesso modo davanti alla legge, rivoluzionari o no. Per i comunisti, invece, quelli che non tollerano non contano". Non solo. Il leader di #Otro18 ha anche denunciato minacce e molestie da parte degli apparati di sicurezza della nazione caraibica, nei confronti di tutti i candidati. Tanto che 2 aspiranti consiglieri comunali sono stati incarcerati. Secondo lui, comunque, almeno una decina sono "vincitori certi" alle prossime elezioni. I vincitori delle comunali del 22 ottobre sceglieranno le assemblee provinciali, che a loro volta nomineranno i membri del nuovo Parlamento. Questo, infine, annuncerà un successore del presidente Raul Castro, il cui mandato scadrà a febbraio del 2018. In questo contesto, a medio e lungo termine, #Otro18 punta a far sì che a Cuba si arrivi all'elezione diretta del capo dello Stato.