Centro di Roma blindato per la manifestazione promossa dai movimenti per la casa e a cui hanno partecipato anche i migranti dello stabile di via Curtatone. Il corteo è partito da piazza dell'Esquilino e si è snodato per le strade della città per raggiungere piazza Madonna di Loreto in modo pacifico, ma con massima allerta dopo gli scontri del 24 agosto fra immigrati e forze dell'ordine in occasione dello sgombero dell'immobile occupato vicino piazza Indipendenza. La questura ha previsto varchi di accesso e perquisizioni. Imponente il dispositivo di sicurezza messo in piedi dalla questura, con divieto di portare aste e bottiglie, e controlli nelle borse per evitare che questo divieto sia disatteso, centinaia di uomini delle forze dell'ordine in campo. L'intera manifestazione seguita con telecamere fisse e mobili da parte della Polizia Scientifica. I migranti hanno sfilato al grido "non siamo terroristi, siamo rifugiati, rifugiati politici".Non siamo pericolosi, abbiamo i documenti, siamo regolari, hanno detto, Vogliamo una casa, vogliano  vivere come i romani. Anche sul presunto racket dei subaffitti di chi occupava lo stabile a due passi dalla stazione Termini i migranti hanno chiarito che pagavano sì 10 euro, ma al mese e per mantenere lo stabile in condizioni decorose. "Chi voleva - hanno spiegato - pagava le pulizie". 

Sugli sgomberi intanto dopo le polemiche di queste ore si annuncia un cambio di rotta. Il Viminale dovrebbe firmare una circolare in cui invita i prefetti a procedere a liberare le strutture sottoposte a sequestro solo dopo aver trovato luoghi di accoglienza alternativi. Intanto su quanto accaduto nella Capitale a margine del Meeting di Cl di Rimini è intervenuto anche il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, il quale ha sottolineato come "Quelle immagini non possono che provocare sconcerto e dolore, soprattutto dalla violenza che si è manifestata. E la violenza non è accettabile, da qualunque parte venga non aiuta a risolvere i problemi. Però credo che, da quello che ho visto e da quello che ho letto, ci sia la possibilità di fare le cose un po' meglio. Adesso, per esempio, ho visto che ci sarà questo impegno a trovare per queste persone delle abitazioni alternative prima di arrivare a questi estremi. Io penso che se c'è buona volontà si possono trovare le soluzioni senza arrivare a queste manifestazioni così spiacevoli. Non dimentichiamo, almeno noi, che queste donne, questi uomini, questi bambini sono nostri fratelli".