Si stringe il cerchio intorno al branco responsabile del duplice stupro di Rimini. Anche se per il momento c'è cautela gli inquirenti sarebbero in possesso di un preciso profilo fisico mentre si attende l'esito degli esami scientifici disposti sugli abiti delle vittime. Il branco, composto da quattro uomini, verosimilmente nord africani, si è accanito prima su una coppia di giovani polacchi violentando a turno la donna sul lungomare per poi violentare una trans sulla vicina statale. L'ipotesi è che i quattro fossero reduci da una serata di eccessi fra alcol e droghe. Si indaga negli ambienti degli spacciatori della riviera romagnola. Intanto scoppia la polemica politica. Colpa di un post del segretario cittadino di San Giovanni Rotondo (Foggia) di Noi con Salvini, Saverio Siorini, che a commento di un articolo sui fatti di Rimini ha scritto: "Ma alla Boldrini e alle donne del Pd, quando dovrà succedere?". Parole che hanno immediatamente scatenato reazioni indignate. Siorini è così tornato dopo poco sull’argomento per correggere il tiro: "Capisco che il mio post è stato frainteso e anche strumentalizzato a favore di qualcuno, ma è tanta la rabbia per questa giovane donna stuprata, e il silenzio della Boldrini e di tutte le femministe (che hanno preferito accanirsi su di me), che non ci ho visto più. Ovvio che non era mia intenzione augurare il male a nessuno, con questo non cambio idea: auguro una castrazione chimica a tutti gli stupratori e la rabbia del popolo a tutti i complici del Pd".

Ma non è bastato. Rossano Sasso coordinatore pugliese di Noi con Salvini ha fatto sapere che Siorini "da oggi non è più un nostro iscritto". " Il movimento politico Noi con Salvini - dice Sasso - si dissocia da quanto dichiarato da Saverio Siorini, non condividendone nella maniera più assoluta termini e contenuti. Già nella giornata di ieri i nostri dirigenti provinciali di Foggia avevano provveduto ad espellere Siorini, le cui parole non rispecchiano nella maniera più assoluta il pensiero del movimento". Ma quella di Siorini non è stato l'unico commento a suscitare l'indignazione. Sempre su Facebook un uomo di 24 anni che lavorava come mediatore culturale per una cooperativa bolognese ha scritto: "Lo stupro è peggio ma solo all'inizio, poi la donna diventa calma ed è un rapporto normale". Post subito cancellato, ma adesso l'uomo rischia il licenziamento. "Le parole del mediatore culturale di una cooperativa dell'Emilia Romagna sono pura bestialità. Venga allontanato al più presto, un simile modo di pensare lo rende incompatibile con il compito svolto. Incompatibile con i nostri valori e con decenni di battaglie contro violenza sessuale sulle donne e la infame mentalità che cercava di giustificarla", commenta Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza del Pd. "Ora la coop dice che sta prendendo tutti i “provvedimenti necessari” ma deve essere la magistratura ad intervenire: questo ignobile personaggio va indagato e messo in galera per istigazione a delinquere", scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.