“Il governatore della Calabria ritiri al piu' presto la nuova delibera sui rifiuti, un atto scriteriato e socialmente immorale”. E' quanto richiesto, in una nota, dalla deputata del M5S Federica Dieni . “La giunta regionale – spiega la parlamentare –, in piena estate e senza il necessario confronto con gli enti locali calabresi, ha approvato la delibera 344, che determina un aumento dei costi di conferimento dei rifiuti soprattutto per quei Comuni virtuosi che hanno raggiunto e superato il 65% di raccolta differenziata. Una vera e propria beffa che rischia di produrre effetti nefasti in tutta la regione, sia dal punto di vista economico, sia da quello sociale”. “I Comuni – prosegue Dieni –, gia' impossibilitati a garantire i servizi essenziali a causa del forte taglio ai trasferimenti statali, saranno ora costretti ad aumentare ulteriormente la Tari per far fronte alle nuove direttive della Regione e far quadrare in qualche modo i conti. Significa che, malgrado la Calabria sia da tempo uscita da un commissariamento lungo 15 anni e costato un miliardo di euro, per i cittadini la situazione non e' affatto cambiata, ma e' anzi peggiorata”. “La decisione di Oliverio e dei suoi assessori tecnici, tra l'altro – sottolinea la deputata 5 stelle –, e' deprecabile soprattutto perche' annulla gli sforzi di chi, negli ultimi anni, si e' impegnato per far funzionare la raccolta sostenibile e, quindi, per ridurre l'importanza delle discariche in tutto il territorio regionale. Ora, invece, la delibera incriminata veicolera' indirettamente un messaggio socialmente esiziale: differenziare e' inutile e anzi dannoso, meglio continuare a raccogliere la spazzatura alla vecchia maniera; quella, per intenderci, che ha permesso agli imprenditori della 'monnezza' di fare soldi grazie agli scempi ambientali e al mancato rispetto delle direttive europee”. “Oliverio – conclude Dieni – e' ancora in tempo per tornare indietro e annullare la delibera 344. In caso contrario, rischia di essere ricordato come l'uomo che ha mortificato e definitivamente cancellato quella nuova coscienza ambientale e sociale che, a fatica e a prezzo di grandi sacrifici, si stava formando in Calabria”.