Pasquale Libri, capo di uno dei piu' potenti clan di 'ndrangheta e' morto nella sua storica casa di Reggio Calabria, dove gli era stato concesso di tornare per motivi di salute nonostante le pesanti condanne rimediate. Quasi ottantenne, da tempo malato, Libri e' morto per cause naturali. Ed e' morto da boss. Dal fratello Mico, incoronato 'custode delle regole' nel quadro dei nuovi assetti scaturiti dalla seconda guerra di ‘ndrangheta ed espressione del direttorio di clan che in base a quegli assetti governa la città, Pasquale aveva ereditato, secondo i magistrati, titoli e funzioni. Capo indiscusso del suo clan, storicamente radicato nella zona di Cannavo', alla periferia di Reggio Calabria, fino all’ultimo Libri ha continuato a tracciare le strategie criminali e imprenditoriali del clan. Per questo motivo, nonostante fosse in detenzione domiciliare per motivi di salute, negli ultimi anni è stato piu' volte destinatario di mandati d’arresto e nuove accuse.