Una finestra sul mondo carcerario americano dove vigono leggi non scritte di violenza e atrocità. Dal 7 settembre arriva al cinema “La Fratellanza”, il terzo film di una trilogia di prison-movie realizzati dal regista/sceneggiatore/produttore statunitense, Ric Roman Waugh, iniziata con “Felon” e proseguita con “Snitch – L’infiltrato”. “Per riuscire a comprendere meglio la realtà della prigione e delle gang che sono a capo di queste istituzioni, ho lavorato, sotto copertura, come agente volontario in California – racconta il regista -. Quella che è iniziata come una semplice ricerca è diventata un’odissea di due anni in cui ho avuto accesso in maniera sempre più profonda a quel mondo violento”. “Un numero sempre crescente di prigioni americane sono ora appaltate come aziende a scopo di lucro alle compagnie a scopo di lucro – ci informa Adam Gopnik del New Yorker -. Queste compagnie sono pagate dallo stato e i loro profitti dipendono dallo spendere il meno possibile per le prigioni e i loro detenuti. È difficile immaginare un distacco più grande tra il bene pubblico e il ricavo del privato: l’interesse del privato risiede non nell’ovvio bene sociale dell’avere il numero minimo di detenuti, ma nell’averne il più possibile spendendoci il meno possibile”. E quello che accade nel film “La fratellanza” è un saggio illuminante di ciò che avviene nei penitenziari americani.

In questo crime thriller Nikolaj Coster-Waldau (il bello de “Il trono di spade”) interpreta Jacob Harlon, un affermato uomo d’affari di Pasadena sposato con Kate (Lake Bell), con la quale porta avanti una vita perfetta con una famiglia perfetta. Tutto questo finisce in una notte quando, ubriaco al volante, Jacob causa un incidente mortale nel quale perde la vita il suo migliore amico Tom (Max Greenfield). Accusato di omicidio stradale colposo, Jacob è condannato a scontare due anni in prigione circondato da veri criminali. Pur di sopravvivere all’interno della gerarchia della prigione, in cui una mossa sbagliata può significare la fine dei giochi, Jacob è costretto a fare delle scelte. Indosserà così la maschera di “Money” e farà la sua ascesa all’interno della gang della Fratellanza Ariana, nella quale la sua morale sarà messa a dura prova. Dopo il suo rilascio, Jacob/Money torna per le strade di Los Angeles come un uomo cambiato e inizia una mortale partita a scacchi con l’agente Kutcher (Omari Hardwick) e lo sceriffo di LA County Sanchez (Benjamin Bratt), mentre la sua gang lo obbliga a organizzare uno scambio illegale di armi da fuoco minacciando la sua famiglia. Il film invita anche ad una riflessione sulla giusta pena.