Emergenza casa, accoglienza migranti e sgomberi. Sono questi i temi che saranno affrontati in mattinata al Viminale nel vertice tra il ministro dell'Interno Marco Minniti e la sindaca della Capitale Virginia Raggi. Dopo le polemiche seguite allo sgombero del palazzo di Piazza indipendenza, la Raggi cercherà una sponda con il ministro dell'Interno contro le occupazioni e per una gestione comune degli sgomberi. Allo stesso tempo, la grillina, a nome del M5S, punta a disarticolare quel pezzo di centrosinistra che da sempre a Roma legittima i movimenti per la casa. La linea dei pentastellati è quella di porre fine alle situazioni di illegalità: la casa deve andare solo a chi ne ha diritto. Raggi chiederà a Minniti l'uso delle ex caserme e dei Forti militari per l'emergenza casa, ma solo per chi ha i requisiti. Sul tavolo anche la riduzione della quota di immigrati che spettano alla Capitale. La linea del Viminale è stata già decisa: gli sgomeberi dovranno essere disposti prevedendo sedi aletrnative per i "soggetti deboli". In modo da evitare che gli occupanti sfiniscano per strada, come è successo con quelli del palazzo di via Curatatone. Quanto all'integrazione, il ministero dell’Interno si prepara a lanciare un nuovo grande piano per chi è stato accolto come rifugiato nel nostro Paese. Un piano che vedrà anche il coinvolgimento delle Regioni, che già oggi incamerano importanti finanziamenti europei per i corsi di formazione e integrazione dei migranti. Nel 2016 è stato siglato un accordo con l’Anci per coinvolgere il maggior numero possibile di Comuni affinché si allargasse il sistema Sprar (Servizio protezione richiedenti asilo e rifugiati). Ora, però, per far funzionare sul serio lo Sprar, di cui sono protagonisti circa 1100 Comuni che hanno aderito volontariamente al progetto, è indispensabile che anche le Regioni facciano la loro parte.