La procura brasiliana ha formalmente accusato i due x presidenti Dilma Rousseff e Luiz Inacio Lula da Silva in relazione al maxi-scandalo Petrobras. Il procuratore capo del paese latino americano, Rodrigo Janot, ha asserito che otto membri del Partito dei Lavoratori (PT), inclusi i due capi dello stato, hanno commesso una serie di reati tra cui corruzione, costituzione di un cartello e riciclaggio di denaro. Per Rousseff sono le prime accuse criminali, in quanto era stata sottoposta all'impeachment nel 2016 per violazioni sulle leggi legate ai bilanci. Per Lula la decisione rappresenta un duro colpo, in quanto ha annunciato la sua intenzione di candidarsi alle presidenziali del 2018 e sta già combattendo una battaglia legale su questo versante, in altri 4 processi sempre legati a corruzione. Per quanto riguarda le nuove accuse, l'ufficio di Janot ha spiegato ai media locali che si ritiene i crimini siano stati connessi tra la metà del 2002 e maggio del 2016. Cioè già nel periodo in cui Rousseff era stata sospesa nell'abito del processo d'impeachment. Grazie a queste operazioni, il PT avrebbe beneficiato di 475 milioni di dollari, "utilizzando entità pubbliche come Petrobras, la Banca Nazionale di Sviluppo (BNDES) e il ministero della Pianificazione".

Immediata la risposta del Partito dei Lavoratori brasiliano. In una nota il PT fa sapere che le accuse sono senza fondamento e che sono state usate per spostare l'attenzione da altre indagini. Incluse quelle che coinvolgono un ex procuratore federale. Il legale di Lula ha aggiunto che si sta facendo un uso strumentale delle leggi per perseguitare l'ex presidente. L'avvocato di Rousseff, infine, sostiene che l'ufficio della procura non ha alcuna prova dei presunti crimini commessi e ha invitato la Corte Suprema a garantire i diritti di difesa contro le imputazioni. L'impianto accusatorio nasce dall'operazione Car Wash. L'indagine ha rivelato nel 2014 che un cartello di aziende pagava tangenti a funzionari per assicurarsi contratti legati a Petrobras. Quanto emerso ha determinato che decine di politici, imprenditori e manager a tutti i livelli fossero indagati se non addirittura arrestati.