La decisione della Corte europea di Giustizia – che ha respinto il ricorso di Slovacchia e Ungheria che nei mesi scorsi avevano fatto appello presso la magistratura comunitaria contro la decisione del Consiglio di ricollocare in tutta Europa i rifugiati arrivati in Italia e in Grecia - è “importante per l’affermazione di due principi: il fatto che le decisioni assunte vengono rispettate e il fatto che il principio di solidarietà, alla base della decisione presa sulla ricollocazione, sia stato confermato”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, in visita in Slovenia, nel corso della conferenza stampa con il Primo Ministro sloveno Miro Cerar. “Ritengo la decisione importante, penso che le decisioni della Corte europea debbano impegnare tutti i paesi membri e credo che un paese come l’Italia a questo guarderà nei prossimi mesi”.

“C’è comunque un grande lavoro da fare sulla revisione degli accordi di Dublino: questo lavoro procederà, ha fatto passi in avanti nei colloqui con Francia, Spagna e Germania, la base tuttavia deve essere che quando l’Ue prende una decisione, le decisioni devono essere rispettate”.

Il presidente del Consiglio ha quindi sottolineato di condividere con l’omologo sloveno “alcune delle riflessioni che stiamo conducendo insieme a Merkel e Macron sul modo migliore per fare passi in avanti nella strategia europea. Il modo migliore non è escludere altri paesi, ma far sì che i paesi che hanno la comune intenzione di procedere in modo più integrato, possano farlo, e spero che possano farlo dai prossimi consigli europei”.